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Civita Castellana - La Cassazione conferma la sentenza di primo grado e appello: cinque anni e quattro mesi

Violentò paziente sul lettino dell’ospedale, condannato infermiere

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L'arresto di Giovanni Piergentili

Quattro anni fa l’arresto di Giovanni Piergentili

Civita Castellana – Definitivamente colpevole.

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a cinque anni e quattro mesi di Giovanni Piergentili, infermiere 61enne di Sant’Oreste (Roma).

Era accusato di aver violentato una paziente dell’ospedale Andosilla di Civita Castellana.

La donna, 38enne, reduce da una gastroscopia e colonscopia, stava smaltendo su un lettino gli effetti dell’anestesia, quando l’infermiere le si è avvicinato per toccarla. Lei ha sporto denuncia in questura l’8 febbraio 2011.

Per Piergentili, sposato e padre di due figli, le manette sono scattate esattamente un mese dopo, nella giornata della festa della donna. Gli agenti della squadra mobile di Fabio Zampaglione eseguirono la misura cautelare disposta dal gip del tribunale di Viterbo Salvatore Fanti, su richiesta del pm Renzo Petroselli.

Altre segnalazioni di altre donne sarebbero poi arrivate alla questura di viale Romiti nei giorni seguenti all’arresto. Ma gli episodi di presunta violenza risalivano a troppo tempo prima per poter avviare l’azione penale.

Piergentili è stato condannato in primo grado a cinque anni e quattro mesi dal gup Franca Marinelli. Sentenza confermata in appello e, infine, dopo quattro anni, anche in Cassazione.

“Crediamo sia una decisione profondamente ingiusta, ma più di questo, al momento, non possiamo dire, non essendo state ancora depositate le motivazioni”, dichiara l’avvocato di Piergentili, Roberto Zannotti.

La sentenza della Cassazione, in ogni caso, non è impugnabile. E per l’infermiere potrebbero presto riaprirsi le porte del carcere. Dipenderà dal giudice dell’esecuzione.


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1 aprile, 2015

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