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Oltre 25 minorenni nella rete degli spacciatori

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Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te [4]

Viterbo – Carabinieri – Operazione Fai da te 

Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te [5]

Viterbo – Carabinieri – Operazione Fai da te 

Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te [6]

Viterbo – Carabinieri – Operazione Fai da te 

Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te [7]

Viterbo – Carabinieri – Operazione Fai da te 

Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te [8]

Viterbo – Carabinieri – Operazione Fai da te 

Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te [9]

Viterbo – Carabinieri – Operazione Fai da te 

Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te [10]

Viterbo – Carabinieri – Operazione Fai da te 

Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te [11]

Viterbo – Carabinieri – Operazione Fai da te 

Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te [12]

Viterbo – Carabinieri – Operazione Fai da te 

Schermata-2015-05-29-alle-07.09.55 [13]

Viterbo – Oltre 25 minorenni nella rete degli spacciatori. E in parallelo una serie di colpi ai distributori di benzina.

Oltre 150 uomini, unità cinofile del nucleo di Ponte Galeria e un elicottero del raggruppamento aeromobili dell’Arma sono impegnati dalle prime ore del mattino nell’esecuzione di 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di un gruppo di persone accusate di associazione a delinquere finalizzata ai furti nei distributori automatici di carburante e di concorso per lo spaccio di sostanze stupefacenti.

L’indagine, denominata “Fai da te”, è iniziata nell’ottobre dello scorso anno ed è stata condotta dai carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo insieme ai colleghi delle compagnie di Viterbo e Montefiascone (video [14] – fotocronaca [15] – slide [16]).

Da subito le attività si sono indirizzate su due filoni investigativi. Nel primo è stata evidenziata la presenza di una presunta associazione a delinquere formata da sei persone: un albanese, due romeni, un moldavo, un macedone e un italiano, che si erano specializzati ad attaccare di notte i distributori automatici di carburante asportando il contenuto della cassa self service.

La banda, secondo le ricostruzioni dei militari, prediligeva i periodi festivi quando i distributori incassano più denaro. Avevano raggiunto un altissimo livello di specializzazione essendo in grado di tagliare con i frullini le colonnine self service per portar via il denaro contante in circa 10 minuti rendendo quindi impossibile l’intervento dei proprietari e delle forze dell’ordine dopo l’attivazione dell’allarme.

I sei avevano un deposito con all’interno tutto il materiale per operare e gli abiti da lavoro che utilizzavano per le incursioni che ne celavano il volto. I filmati dei circuiti di videosorveglianza hanno mostrato incursioni simili a quelle di una squadra militare in territorio nemico. Uno dei componenti era addetto a forzare i quadri elettrici per attaccare alla rete gli strumenti utilizzati per tagliare le colonnine, altri ad attaccare con prolunghe lunghissime gli apparecchi e altri si occupavano del taglio e di asportare il danaro.

Nella banda c’era anche un autista che, qualche ora prima dell’intervento, si preoccupava di nascondere gli attrezzi vicino al distributore da colpire e, successivamente, accompagnava lì i complici. Questi recuperavano il materiale e in pochissimo tempo entravano in azione. Al termine delle operazioni il gruppo nascondeva di nuovo gli attrezzi e venivano recuperati dall’autista che nel frattempo fungeva anche da palo.

Durante le indagini sono stati arrestati in flagranza, il 5 dicembre scorso, tre dei componenti della banda sorpresi durante un tentativo di furto al distributore di carburante di San Martino al Cimino. In totale sono stati scoperti sei furti commessi nel territorio viterbese e fuori provincia.

Nel secondo troncone di indagine, i carabinieri hanno raccolto degli elementi a carico di quindici indagati, di nazionalità ucraina, romena, tunisina e italiana, per le accuse di spaccio di sostanze stupefacenti, principalmente hashish e marijuana, nelle le scuole secondarie del capoluogo.

Numerosissimi i sequestri effettuati nel corso delle indagini e determinanti le dichiarazioni rese da oltre 25 acquirenti che hanno confermato il quadro accusatorio ricostruito dai militari dell’Arma. Nella circostanza sono stati sentiti molti minori i quali, accompagnati dai familiari al comando provinciale di Viterbo, non hanno fatto mistero dei loro canali di rifornimento e delle modalità di ingresso dello stupefacente negli istituti scolastici.

Particolare di rilievo è stata la collaborazione dei genitori dei ragazzi coinvolti che in alcuni casi sono tornati da soli in caserma per ringraziare i carabinieri dell’impegno per debellare il fenomeno del traffico di stupefacenti nelle scuole. Per molti ragazzi è stato avviato anche un percorso di disintossicazione e recupero.

Nel corso delle indagini sono stati arrestate in flagranza di reato cinque persone, tre sono state denunciate per lo stesso reato e una per evasione dagli arresti domiciliari.

Tutte le operazioni sono state coordinate dalla procura della Repubblica del tribunale di Viterbo nella persona del pubblico ministero Massimiliano Siddi, titolare delle indagini. Il gip Franca Marinelli, condividendo la tesi investigativa, ha emesso i provvedimenti di custodia cautelare in carcere nei confronti dei sei soggetti della presunta associazione a delinquere finalizzata ai furti nei distributori di carburanti e degli undici accusati del traffico di sostanze stupefacenti nel capoluogo con l’aggravante di aver ceduto hashish e marijuana a minori e all’interno e/o nei pressi delle scuole.

I provvedimenti restrittivi insieme a 13 perquisizioni domiciliari sono state eseguite questa notte e hanno interessato tutta la provincia viterbese.


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