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Viterbo - Corte dei conti - Dopo il processo, la sentenza della magistratura contabile

Appalto mense, Rotelli e Rossi condannati a pagare 140mila euro

di Stefania Moretti

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Mauro Rotelli

Mauro Rotelli

Mario Rossi

Mario Rossi

Viterbo – C’era una volta l’appalto per le mense finito al setaccio della magistratura. C’era una volta e c’è ancora.

Dopo il processo penale prescritto, arriva l’affondo della Corte dei conti per Mauro Rotelli e Mario Rossi.

L’ex assessore ai Servizi sociali di palazzo dei Priori e l’ex dirigente del sesto settore sono stati condannati dalla Corte dei conti in primo grado e in solido a risarcire il comune di Viterbo per 140mila 418 euro.

A tanto ammonterebbe il danno erariale secondo i magistrati contabili, che hanno passato nuovamente al setaccio l’appalto quinquennale per le mense scolastiche, affidato dal comune alla Euro Service di Anna Telesco nel 2005.

La Corte dei conti parla di “due dati inconfutabili”: il primo è che “l’aggiudicazione originaria dell’appalto era irregolare”. Le motivazioni della sentenza chiariscono che all’azienda di Anna Telesco “mancava il requisito economico finanziario relativo al volume d’affari dell’ultimo triennio, che l’Euro Service non poteva avere, perché costituita nel 2004”. Prima c’era la ditta Passarelli, sempre facente capo a Telesco. Per questo, secondo i magistrati contabili, l’Euro Service non poteva sbaragliare la concorrenza – come ha fatto – e aggiudicarsi il servizio.

L’altro “dato inconfutabile” sono i ‘pasticci’ del post – affidamento. Vale a dire, gli “inadempimenti contrattuali della ditta appaltatrice nei confronti di fornitori e dipendenti” che sarebbero costati al comune 140mila euro e più di debito fuori bilancio. Euro Service aveva l’acqua alla gola. E la situazione non cambia quando, a dicembre 2006, le subentra Euro Service Catering, sempre amministrata da Telesco. 
L’allora assessore Rotelli e l’allora dirigente Rossi, scrivono i giudici, “erano perfettamente a conoscenza della situazione economico finanziaria della Euro Service srl che non pagava regolarmente i fornitori e i propri dipendenti e avrebbero dovuto procedere alla risoluzione del contratto di appalto prima ancora di autorizzare il subentro della Euro Service Catering che, della prima, aveva cambiato solo il nome”.

Venti pagine pesanti che parlano di “volontà collusiva di favorire l’aggiudicazione originaria”, “combinata azione delittuosa”, “grave responsabilità per aver assistito inerti alla modificazione fittizia della Euro Service srl nella Euro Service Catering”. Con ampi riferimenti a quanto scritto dai giudici del processo penale, che avevano avuto la mano altrettanto pesante nel definire “illegittima l’intera procedura amministrativa” dell’appalto, con “una forte e inusuale attività collusiva fraudolenta”.

Il processo penale è finito come tanti altri: prescritta l’accusa di aver turbato la gara d’appalto; prescritto l’abuso d’ufficio, in cui il tribunale di Viterbo ha ‘trasformato’ la corruzione. “Un’accusa insopportabile”, la definì Rotelli subito dopo la sentenza e per la quale, nel 2007, si era fatto 54 giorni di arresti domiciliari. Ma, neutralizzata la corruzione, per i giudici resta comunque l’abuso d’ufficio e, a questo proposito, la Corte dei conti precisa che non si tratta di assoluzione ma di prescrizione. “Non si versa in ipotesi di sentenza di assoluzione – scrivono i magistrati contabili – ma di prescrizione di un reato di cui il giudice penale ha, viceversa, accertato l’esistenza a carico degli imputati”.

E infine, il “determinante ruolo” di Rotelli che, per la Corte dei conti, “non si è limitato a svolgere le proprie funzioni ‘politiche’ di assessore, rimanendo estraneo alle vicende gestionali dell’appalto e a quelle interne alla stessa Euro Service srl, ma si è sempre comportato come ‘dominus’ nell’esecuzione dell’appalto aggiudicato alla ditta, che ha considerato come un proprio strumento di collettore politico, tanto da imporre la propria volontà non solo nell’assunzione di dipendenti di sua conoscenza (dichiarazioni Telesco), ma nel pretendere che fosse data precedenza ai fornitori dallo stesso segnalati”.

E’ andata male, ma poteva andare peggio. Per Rossi e Rotelli, la procura regionale della Corte dei conti chiedeva la condanna a pagare 241mila euro: i 140mila del debito fuori bilancio, più 100mila 600 euro del cosiddetto “danno da tangente”. Sarebbero le “indebite utilità” di cui tanto si è parlato al processo viterbese, a proposito dell’accusa di corruzione: assunzioni su richiesta all’Euro Service, catering gratuiti, ecc. Ma di questo, secondo i giudici contabili, “non è stata fornita prova”. Anzi: il danno da tangente “deve ritenersi destituito di fondamento, alla luce delle valutazioni del giudice penale”. 

La sentenza della Corte dei conti è impugnabile. Quella del processo penale è già stata impugnata.

Stefania Moretti


– Gli avvocati: “L’appalto delle mense come il peccato originale per Rotelli e Rossi”

 


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3 maggio, 2015

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