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Viterbo - Comune - Michelini apre una complicata verifica in un centrosinistra a pezzi

La maggioranza non c’è più

di Giuseppe Ferlicca

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Viterbo - Consiglio comunale

Viterbo – Consiglio comunale 

Viterbo – Quel che resta del centrosinistra.

Mentre in provincia si replica l’esperienza elettorale del comune, centrosinistra allargato a esperienze civiche, a palazzo dei Priori l’esperienza è bella che morta.

Ieri in consiglio comunale, il funerale.

Brandelli di quella che fu, semmai lo fu, una maggioranza.

Scontro fra gruppi, ma sopratutto scontro all’interno dei gruppi. Consiglieri che puntano i piedi, con all’orizzonte l’approvazione del bilancio. E la non troppo velata minaccia di non votarlo.

Volano gli schiaffi, Oltre le mura: il capogruppo Maurizio Tofani chiede al sindaco la verifica e annuncia che i suoi consiglieri ritirano le deleghe.

Peccato che Sergio Insogna gli “rinfacci” che la sua, per lo sport, già da mesi l’ha messa a disposizione. Quindi il fendente sempre al suo capogruppo Tofani, accusato di decidere senza consultare e l’affondo al sindaco: consulta solo la parte del suo gruppo “che conta”, ignorando lui e il collega Moltoni. Amen.

Non va meglio nel Pd. Serra “sfiducia” di fatto il sindaco. Zero obiettivi raggiunti, fra quelli che il partito si era prefissato per la città. Disastro.

Peccato che Michelini gli faccia notare come in giunta ci siano quattro assessori del Partito democratico.

Se non vanno bene si possono sfiduciare. Così come si può sfiduciare il sindaco. Basta averne il coraggio.

Martina Minchella, tanto per ravvivare la situazione, bacchetta lo stesso Serra. A nome di chi parla? Tutto il Pd?

Completa l’opera, c’è l’ammutinamento della consigliera Daniela Bizzarri. Anche i consiglieri Pd riconsegneranno le deleghe, annuncia Serra. Manco per sogno replica Bizzarri.

Lei l’incarico se lo tiene stretto.

Se non fosse abbastanza, oltre a un Paolo Moricoli sfiduciato da Sel, c’è un Goffredo Taborri che lancia il monito: l’Ncd esiste e Michelini se ne ricordi al momento del rimpasto.

Già. Il rimpasto. Via Raffaela Valeri, fuori anche Alessandra Zucchi? Dentro Alessandra Troncarelli o un super esperto? Di fronte allo spettacolo di ieri, solo dettagli.

Se la maggioranza fosse un minestrone, sarebbe una zuppa avariata. Una spolverata di formaggio al massimo servirà a nascondere il cattivo sapore.

Giuseppe Ferlicca


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8 maggio, 2015

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