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Viterbo - Crisi in comune - Monito del sindaco Michelini a chi critica - Lunedì parte la verifica, giunta ridotta a sette elementi

“Ci vuole coraggio, Serra faccia l’assessore”

di Giuseppe Ferlicca

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Viterbo - La cerimonia al parco Peppino Impastato - Raffaella Valeri, Daniela Bizzarri, Maria Rita De Alexandris, Cristian Scorsi

Viterbo – La cerimonia al parco Peppino Impastato – Raffaella Valeri, Daniela Bizzarri, Maria Rita De Alexandris, Cristian Scorsi

Francesco Serra e Leonardo Michelini fuori dal Pd

Francesco Serra e Leonardo Michelini fuori dal Pd

Viterbo – Lunedì o al massimo martedì parte la verifica, ma il sindaco Leonardo Michelini lancia un monito ai suoi. L’attività amministrativa deve andare avanti: “Altrimenti andiamo tutti a casa”.

E a chi, come il capogruppo Pd Francesco Serra lamenta scarsi risultati, manda a dire: “Il Pd ha quattro assessori in giunta. Facesse lui l’assessore. Gli rinnoverò l’invito a entrare”.

E’ sabato mattina. Il primo cittadino parla della difficile situazione in comune all’ombra degli alberi al parco intitolato a Peppino Impastato. Conferma che la sua squadra scenderà da nove a sette assessori.

Con lui anche l’assessora Raffaella Valeri. Data in uscita dalla giunta. I due a un certo punto si allontanano per parlare. Avranno discusso della situazione? Sul punto, il primo cittadino non si esprime.

 A quando la verifica?
“La faremo. Lunedì, o martedì il prima possibile. Con Serra, Oltre le Mura, i capigruppo di partito. Con una premessa: l’attività amministrativa non si deve fermare, altrimenti andiamo tutti a casa. Chiaro? La politica faccia il suo ruolo, ma io tengo a distinguere la politica dall’amministrazione. Ci sono impegni seri da portare avanti. Divertiamoci pure a fare le verifiche politico programmatiche. Poi qualcuno dovrà spiegarmi cosa sono”.

Dopo il consiglio comunale di giovedì non è preoccupato del malessere diffuso all’interno della sua maggioranza?
“Le altre volte non è che fosse molto diverso. Penso che ognuno debba essere responsabile e la responsabilità si manifesta avendo il coraggio delle proprie azioni. Io da sindaco me le prendo, lo stesso accade per gli assessori. Se c’è un’insofferenza tale da diventare complicato andare avanti, ognuno si prenda le sue responsabilità e dica: quest’amministrazione, oppure questa coalizione non vanno più bene”.

In consiglio comunale qualcuno lo ha detto. Ricorda le parole del capogruppo Pd Serra?
“Il Pd ha quattro assessori. Se non vanno bene, il capogruppo Serra facesse lui l’assessore. Gli rinnoverò l’invito a entrare in giunta. Non gli posso dire di fare il sindaco, perché ormai le primarie ci sono state. A lui auguro di farne tante altre di primarie. Io probabilmente non ho più voglia di farne”.

Le critiche non la toccano?
“Ci vuole coraggio. Si dica che il comune non fa niente. Inutile parlare vagamente d’igiene urbana, cultura, centro storico. Coraggio vuol dire affermare che questo centrosinistra ha fallito, allora mandiamolo a casa. Poi, però, dopo parlo io. E mi devono dire su cosa ho fallito”.

Non pensa che magari gli argomenti potrebbero trovarli?
“Occorre specificare dove è stato un fallimento. Chiarire che non si è fatto, non si fa e non si farà niente”.

Distingue amministrazione da politica, ma la politica le serve per amministrare, ha bisogno del consenso. Oggi in consiglio ha due Pd, due Oltre le mura. Non si fa tutto complicato?
“Renzi stesso ha detto che esistono due Pd. Uno che vuole mandare avanti le cose e uno che le vuole bloccare. Può essere che a Viterbo stia accadendo lo stesso. Solo che da noi, fra quelli che vogliono bloccare l’amministrazione, qualcuno è renziano”.

Le risulta che qualcuno in maggioranza stia seriamente pensando di rompere tutto?
“A parte qualche dichiarazione, non sono certo delle intenzioni di qualcuno”.

Non è sicuro, quindi non lo esclude?
“In politica non c’è mai un no o un sì. Alla fine le cose si sistemano. Sono stato eletto dai cittadini. Ho un impegno, sto portando avanti iniziative, ci sono assessori che lavorano sodo mettendoci la faccia e prendendosi responsabilità. Come faccio io. Perciò io voglio essere inchiodato sui mancati obiettivi. Ai giochi della politica, funzionali a uno o a più d’uno, io non ci sto.”.

Guardando alla giunta, vista la situazione, una semplice sostituzione del dimissionario Fersini è fuori discussione. Alla fine i conti con gli equilibri politici li dovrà fare. Non le sembra?
“C’è da sistemare qualcosa”.

C’è un partito che non fa più parte della maggioranza, Sel, ma in giunta c’è un rappresentante…
“Discuteremo anche di questo. Non ho problemi anche a rivedere il numero d’assessori”.

In meno?
“Certo. In più basta. Li abbiamo portati a nove tagliando i compensi, ma ora basta”.

Ne toglierà un paio?
“Potrebbero anche essere due”.

Entro la prossima settimana chiuderà la verifica?
“Io la verifica la posso chiudere anche in uno due giorni. Ascolto”.

Con l’Ncd com’è la situazione?
“Quando sono stato eletto l’Ncd non c’era”.

Ma ha in consiglio un rappresentante che ha lasciato Oltre le mura per aderire al partito di Alfano, Taborri e ora è stato scomunicato.
“Ci ho parlato tempo fa”.

Pensa che Taborri resterà in maggioranza, dopo che l’Ncd ha dichiarato d’essere all’opposizione dell’amministrazione Michelini?
“Taborri si è candidato con Oltre le mura, con noi”.

Rimane il problema che il Nuovo centrodestra dichiara d’essere all’opposizione.
“Quale Ncd?”

Roberta Angelli e Alfredo Pallone. I coordinatori per il Lazio.
“Quindi quello regionale….”.

La situazione è degenerata dopo le elezioni provinciali e la presentazione della civica a sostegno di Mazzola. Tornando indietro la rifarebbe?
“Certo, la rifarei. Penso che sia stato un bene per la coalizione e per il Pd. Se non l’avessimo presentata cosa sarebbe cambiato? Qualcuno magari sarebbe entrato in lista con il Pd. E’ stata un’operazione positiva.

Giuseppe Ferlicca


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10 maggio, 2015

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