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Montefiascone - Accuse troppo vecchie - In otto anni nessuna sentenza

Corruzione e rifiuti, prescritto il processo Longa Manus

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Montefiascone – Longa Manus, un altro processo andato a male.

Se ne va in prescrizione la vicenda giudiziaria per corruzione e traffico illecito di rifiuti, scoppiata nel 2007 a Montefiascone.

Ieri il tribunale di Viterbo ha dichiarato il proscioglimento di tutti gli imputati per uno dei motivi più ricorrenti: i reati erano diventati troppo vecchi. Un minuto per cancellare anni di indagini e di udienze.

Longa Manus è un altro dei maxiprocessi viterbesi senza speranza. “Abortiti” prima della sentenza di primo grado. 14 imputati per due filoni d’inchiesta. Da un lato le accuse di corruzione e falso ideologico per gli ex amministratori: l’allora sindaco di Montefiascone Fernando Fumagalli, l’assessore all’Ambiente Valdo Napoli e il segretario generale Luciano Carelli. Dall’altro, il traffico e lo smaltimento illecito di rifiuti contestato ad amministratori e dirigenti di alcune aziende.

L’inchiesta dei pm Stefano D’Arma e Franco Pacifici è del 2006. Secondo l’accusa, una parte degli indagati avrebbe dato vita a una struttura finalizzata al traffico e allo smaltimento illecito di rifiuti speciali pericolosi e non: 23mila tonnellate di scarti costituiti da fanghi di depurazione contenenti alte concentrazioni di piombo, nichel, cadmio zinco e mercurio, terre di bonifica inquinate da Pcb, più altri rifiuti tossico-nocivi dannosi per l’ambiente e la salute dell’uomo, destinati a tre discariche di Toscana, Lombardia, Puglia e Sardegna e terreni agricoli della provincia di Viterbo.

Un processo dall’iter travagliato. Il dibattimento si era già aperto nel 2011, ma un errore procedurale mandò tutto all’aria: gli atti furono dichiarati nulli e si tornò indietro, all’udienza preliminare. Tutto da rifare, mentre il sindaco Fumagalli entrava e usciva dal processo: inizialmente prosciolto, si vide trascinare nuovamente davanti al gup, dopo il ricorso in Cassazione della procura. Rinviato a giudizio, Fumagalli era tra i 14 imputati sui quali da oggi, resterà eterno il dubbio tra innocenza e colpevolezza. Per lui, all’epoca dell’arresto, si era mobilitata tutta Montefiascone. Il deputato viterbese del Pd Ugo Sposetti attaccò gli inquirenti con un’interrogazione al ministro della Giustizia, mettendo in discussione l’inchiesta.

“Dalla nostra, abbiamo comunque le sentenze della Corte dei conti – sottolinea l’avvocato Giovanni Labate -. Fumagalli e Carelli, così come l’ex vicesindaco di Montefiascone Sandro Leonardi e l’ex assessore Valdo Napoli sono stati assolti dall’accusa di aver causato un danno erariale in relazione all’appalto per il servizio di smaltimento dei rifiuti e la riscossione della Tarsu. Lo stesso appalto che ci veniva contestato al processo penale. Due giudizi contabili, due sentenze di assoluzione che dimostrano come non ci fosse prova di corruzione. E’ stato un riconoscimento importante per noi”.

Il processo contava anche 58 parti civili, che chiedevano i danni a Bruno Mancini, proprietario del centro di compostaggio di Tuscania. Si trattava di persone residenti nelle vicinanze del centro di compostaggio, che lamentavano aria irrespirabile, lesioni e malattie. 


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6 maggio, 2015

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