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Fatture taroccate, udienza preliminare per Fiorito e Gianlorenzo

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Franco Fiorito [4]

Franco Fiorito

Paolo Gianlorenzo insulta un giornalista [5]

Paolo Gianlorenzo

Viterbo – Fatture false per screditare l’avversario politico.

Arriva davanti al gup la vicenda del dossier con documenti contabili taroccati, fatti girare nel 2012 e falsamente attribuiti alla gestione del gruppo regionale Pdl di Francesco Battistoni.

La procura di Viterbo vuole a processo Franco Fiorito e Paolo Gianlorenzo. Il primo legato allo scandalo della sparizione di fondi dalle casse del gruppo regionale: sul “federale di Anagni”, meglio noto come “Er Batman”, pesa già una condanna a 3 anni e 4 mesi per peculato. Gianlorenzo, invece, è il direttore di un sito web locale, plurindagato e destinatario di una lunga serie di denunce per diffamazione. Ne risponde anche in questo caso. Insieme a Fiorito.

Presunta diffamazione a danno sia di Battistoni che della sua allora segretaria Erica Antonelli: tra le fatture false, circolate e pubblicate tre anni fa da alcuni organi di stampa, c’era quella di una prenotazione per un weekend in albergo in camera doppia. Allusione malevola a un’inesistente relazione tra la ragazza e l’attuale vicecoordinatore regionale di Forza Italia.

Fiorito, invece, è accusato di falso, in relazione agli importi gonfiati delle fatture contenute nel dossier. Una manovra servita a gettare fango su Battistoni, che aveva preso le redini del gruppo regionale Pdl subito dopo lo stesso Fiorito. L’obiettivo, secondo le indagini, sarebbe stato quello di far credere che il gruppo Pdl, coordinato da Battistoni, aveva percepito rimborsi illegittimi per maxi-investimenti in cene di lusso, comunicazione e pubblicità.

Fiorito puntò il dito contro l’allora coordinatore regionale Pdl Vincenzo Piso. Disse di avergli consegnato la contabilità del gruppo regionale Pdl per consultarla. “Al suo ritorno – ha spiegato Fiorito, interrogato in procura a Viterbo – mi ha consegnato gli originali e quella che io ritenevo fosse una copia di essi”. Invece era il dossier taroccato, è l’ideale prosecuzione del ragionamento di “Francone”, che proprio per questa sua velata e implicita accusa, è indagato anche per calunnia a Piso e alla sua segretaria Maria Ludovica Nasonte.

Otto in tutto le parti offese, titolate a costituirsi parte civile. Potranno farlo a giugno, in udienza preliminare.


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