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Viterbo - Crisi in comune - Il sindaco parte per Milano ma in maggioranza si continua a discutere

Giunta a sette e presidenza al Pd

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Il consiglio comunale

Il consiglio comunale 

Viterbo – (g.f.) – Sistemato il consuntivo, adesso si torna a fare un altro tipo di conti, con la giunta.

Fra Roma con Etruria Experience e Milano, con Expo, il sindaco Michelini si prende un paio di giorni di pausa da una verifica dai contorni non troppo definiti.

Si entra nel vivo tra il fine settimana e l’inizio della prossima. Resta da capire, dopo le dimissioni di Valeri e Zucchi, la sua squadra da quanti assessori sarà composta.

A sei, come chiede il Pd? Difficile. Non solo perché i democratici hanno lasciato ampi spazi di discrezionalità al primo cittadino, ma pure perché con l’opzione a sei, dovrebbe saltare la delega ad Andrea Vannini.

Voluto dallo stesso Michelini per sistemare il settore Ambiente e la difficile situazione della nettezza urbana, toglierlo a cinque mesi dal suo arrivo a palazzo dei Priori non avrebbe senso e suonerebbe come un’autosfiducia al sindaco.

Sette per ora resta il numero perfetto, con il solo ingresso di Alessandra Troncarelli ai Servizi sociali e qualche spostamento. Non proprio indolore.

Mentre si potrebbe aprire un’altra partita, stavolta sulla presidenza del consiglio. Con una giunta a sette, nel Pd c’è chi sostiene come Vannini vada considerato in quota liste civiche.

Così i rappresentanti in giunta di quell’area salirebbero a tre.

Con il Pd a quattro, ma con una presenza più ampia in consiglio comunale.

Logica conseguenza: ai Democratici vada la presidenza del consiglio per compensare. Con buona pace di Maria Rita De Alexandris, pure lei fresca di nomina.

Manovra non facile.

Se dovesse andare in porto, il candidato presidente sarebbe Francesco Serra.

Il suo nome era già circolato quando si è trattato di sostituire Filippo Rossi. Le scelte alla fine sono state altre. Chissà come finirà stavolta.


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21 maggio, 2015

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