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Viterbo - Domenica 7 giugno alle 10 a piazzale Gramsci l'iniziativa dell'Anpi

In ricordo dell’eccidio dell’8 giugno 1944

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La lapide posta a piazzale Gramsci

La lapide posta a piazzale Gramsci

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Domenica 7 giugno alle 10 a piazzale Gramsci l’iniziativa dell’Anpi. L’Auser, in collaborazione con il comitato provinciale Anpi, organizza la commemorazione dell’Eccidio del giugno 1944, nel luogo che lo ricorda.

L’8 giungo 1944, presso il passaggio a livello di porta Fiorentina, nell’imminenza dell’arrivo degli Alleati in una città già assai provata dai bombardamenti, i tedeschi in ritirata trucidano tre cittadini: Giacomo Pollastrelli, Oreste Telli e “una donna rimasta sconosciuta”, come recita l’epigrafe della lapide posta a ricordo del fatto. Una figura, quest’ultima, che ha sempre incuriosito e colpito, poiché vittima ignota che si è voluto comunque ricordare all’inizio dell’elenco, alimentandone il mistero.

Alcuni storici localisti hanno sostenuto che si trattasse di una dedita alla borsa nera che si muoveva attraverso la ferrovia della Roma nord. Anche le cause di quella che sembra una rappresaglia non sono mai state del tutto chiarite. Una concomitanza può esser certo stata dettata dal nervosismo della Wermacht per la disfatta.

Il 9 giungo 1984, nell’ambito delle Celebrazioni per il 40esimo della Liberazione, organizzate dal Comune e dal Cp Anpi, al lato opposto dell’accadimento, cioè sulle mura di piazzale Gramsci, alla presenza del senatore Sergio Pollastrelli, parente di Giacomo, veniva posta la lapide in ricordo.

Una decina di anni fa, per le ristrutturazioni di quel tratto di mura medievali, la lapide veniva rimossa, senza che, per mesi, se ne sapesse nulla. Come Anpi si reclamò il ripristino che, tempo dopo, veniva effettuato, con la collocazione su un cippo a terra, ben visibile. Ciò, forse, per compensare una scelta della stessa amministrazione comunale che, precedentemente, in via della Verità aveva messo una lapide in ricordo degli ebrei viterbesi deportati talmente alta che non è visibile ad occhio nudo, collocazione che aveva suscitato proteste e che, ancora, grida vendetta.

Con una lodevole iniziativa, a settantuno anni dal fatto, l’Auser ha indetto un momento di ricordo pubblico con discorsi e letture, facendo assurgere la donna sconosciuta a suggello, si legge nel comunicato d‘indizione, “di tutte quelle donne innocenti, vittime della guerra, affinchè la nostra memoria non perda conoscenza di episodi che fanno parte del nostro passato e iniziare da qui un percorso che si sviluppi nel tempo”.

Interverrà per noi Elena De Rosa.

Comitato provinciale Anpi di Viterbo

31 maggio, 2015

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