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Viterbo - Crisi in comune - La giunta a sette che ha scontentato tutti

L’uragano Michelini si abbatte sulla maggioranza

di Giuseppe Ferlicca

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Leonardo Michelini e Sergio Insogna

Leonardo Michelini e Sergio Insogna 

Viterbo – Alessandra Troncarelli non entra in giunta, Maria Rita De Alexandris si dimette da presidente, Francesco Serra non è disponibile a sostituire De Alexandris e dalla maggioranza Insogna e Moltoni lo sfidano: si dimetta.

Se il sindaco Michelini, annunciando la nuova giunta l’altro ieri in consiglio voleva dare la mazzata finale alla sua maggioranza, l’obiettivo è stato centrato in pieno.

Tutti scontenti e tutti di nuovo sul piede di guerra.

La mossa del primo cittadino è sembrata inizialmente giusta. Dare un taglio alle polemiche. Indicare una via e imporre una scelta.

Sono bastati pochi minuti per capire che in realtà altro non era che un salto nel vuoto. Una forzatura non gradita. Di solito, tentativi del genere si fanno avendo predisposto una rete dove atterrare, per non farsi male. Non è questo il caso.

Forse mal consigliato, ha tentato il tutto per tutto. Dieci per coraggio, due per la lungimiranza politica.

Ha ottenuto l’effetto contrario e le dimissioni minacciate si sono trasformate in un boomerang.

E’ come se per un muro che sta per crollare, anziché puntellarlo, si decida di dargli una mano di vernice. Visto che il prendere o lasciare ha sortito effetto zero, non spaventando nemmeno i banchi del consiglio, ora che fa? Lascia davvero?

Il problema dei problemi nella maggioranza e in particolare nel Pd nasce con l’esigenza di riequilibrare le forze in campo.

C’è un peccato originale, la zona Popolare, secondo l’area a sinistra, è sovradimensionata. Assessorati pesanti, vice sindaco. Agli altri, che sono maggioranza nel gruppo, solo le briciole. Mezzo male, se almeno dal versante amministrativo andasse tutto bene. Non è così, dice l’altra faccia del Pd.

Una possibile via poteva essere una giunta da nove ridotta a otto. Con un rappresentante in più, di riferimento ai sette consiglieri.

Michelini ha detto no. Riducendo drasticamente gli spazi di manovra a una sola: Luisa Ciambella faccia un passo indietro e ceda il ruolo da vice sindaco.

Manco per idea.

Si è deciso di bilanciare, offrendo la testa di Maria Rita De Alexandris. Al gruppo dei sette Pd la presidenza del consiglio. Per Francesco Serra. Peccato che abbia detto di no.

Perché né lui, né gli altri l’avevano chiesta. Così ora De Alexandris si è dimessa e il sostituto non c’è. Un capolavoro. Una menzione particolare in questa tragicomica vicenda va fatta proprio per l’ormai ex presidente. 

Giovedì si sarebbe dovuta dimettere. Poi ha deciso di rimettere il mandato al consiglio comunale. Salvo il giorno dopo, di buon mattino, rassegnare le dimissioni. Difficile non pensare che non siano state telecomandate.

Ma l’ultima parola adesso spetta a Michelini.

Avendo lanciato l’ultimatum: o giunta a sette o altrimenti dimissioni, ben sapendo come il sindaco sia persona di parola, se ne deduce come il primo cittadino sia a un passo dalle dimissioni.

Giuseppe Ferlicca


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30 maggio, 2015

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