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Viterbo - Crisi in comune - Il sindaco Michelini replica alle polemiche e mette in guardia chi dei suoi pensa di non votare il consuntivo: "Passi all'opposizione"

“Non stiamo navigando a vista”

di Giuseppe Ferlicca

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Viterbo - Raccolta fondi Nepal - Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

Viterbo – Il comune non naviga a vista e non si vive alla giornata”. Crisi a palazzo dei Priori, sulle critiche piovutegli addosso dal Partito democratico zona sette consiglieri vicini a Serra, il sindaco Leonardo Michelini taglia corto.

Quindi non si campa alla giornata?
“Assolutamente non è così. Se solo lo pensassi, mi sarei già dimesso, senza nemmeno annunciarlo prima”.

E ci ha mai pensato a dimettersi?
“Non ci ho mai pensato”.

Di critiche e direttamente dalla sua maggioranza in questi giorni gliene sono arrivate parecchie, non si sente di dire altro?
“Non entro nel merito d’affermazioni anche pesanti fatte pure sulla mia persona e in particolare sull’amministrazione. Le rimando al mittente. Poi, se devo entrare nel merito lo farò, ma a partita finita. Non ora. Adesso i giochi sono ancora aperti”.

Quindi?
“Sappiate che io non voglio stare qui a perdere tempo”.

Ha blindato il bilancio consuntivo. Da approvare entro il 19 maggio. Un avvertimento alla sua maggioranza?
“Non è un atto di poca fiducia nel futuro, ma un richiamare all’obbligo e al rispetto di alcune regole. Senza bilancio e senza consuntivo vai a casa. Il sindaco lo presenta, se c’è la maggioranza va bene, altrimenti amici come prima. Io quello che non accetto è che ci siano due, quattro pezzi di maggioranza. La maggioranza è una. Poi possiamo dividerci su tante cose, ma quando si vota, o è sì o è no. Non puoi pensare di crearti un alibi per non votare. Se stai in maggioranza voti. Se uno, due o tre consiglieri intendono fare un lavoro diverso, che non compete alla maggioranza, passano all’opposizione. L’ho detto dal primo giorno: nessuno sta qui per vincolo di mandato”.

Nel centrosinistra la situazione resta incandescente, non solo per i sette consiglieri Pd, ma anche per i due Oltre le mura, Insogna e Moltoni, sull’Aventino. A che punto è la sua ricognizione?
“Governare vuol dire non rallentare l’attività amministrativa, anche se per importanti problemi politici. Si continua a lavorare. Sull’altro fronte, conto di vedere una delegazione Pd di cui immagino farà parte anche il capogruppo Francesco Serra, gruppo nominato dal partito”.

Quando?
“Dal momento che ci sono incontri fra le diverse formazioni, se tutto va come da programma, conto già da sabato d’incontrare i rappresentanti e concludere il prima possibile”.

I gruppi civici della sua maggioranza, che vanno federandosi, quando li vedrà?
“Incontrerò anche loro ovviamente. Il fatto che i gruppi si riuniscano in una confederazione civica presumibilmente significa che piuttosto d’avere cinque incontri, ne farò uno solo con i rappresentanti dei vari gruppi riuniti. Con due appuntamenti forse riusciamo a definire la parte politica”.

A parte il consigliere Taborri, alle prese con le scomuniche dal suo partito, l’Ncd, restano fuori Insogna e Moltoni. Poco propensi a seguire la via del raggruppamento civico. Li vedrà a parte?
“Incontrerà quelli che fanno parte della maggioranza. Se questa federazione nominerà una rappresentanza, non so se ci saranno Insogna e Moltoni. La vedo difficile”.

Resta dell’idea di portare da nove a sette il numero degli assessori?
“Da più parti sta emergendo questa necessità, pure a livello di risparmio, seppure sul bilancio non vada a incidere molto. E’ un segnale positivo per la città, dal momento che ci attende un bilancio di sacrifici. Anche l’amministrazione, in particolare la giunta, partecipa a questi sacrifici, con una riduzione che vuol dire per chi resta, lavorare di più”.

Raffaela Valeri e Alessandra Zucchi sono fra gli assessori quelli dati per certi in uscita. E’ così?
“Non entro nel merito, anche perché le cose non le dico tramite stampa. Semmai prima parlo con i diretti interessati e poi le posso rendere pubbliche. Con Raffaella Valeri sabato abbiamo parlato, mi ha espresso il problema di natura politica che si è venuto a creare nel suo movimento”.

Quindi lascia l’incarico?
“No, non lo so. Non mi sento assolutamente d’affrontare certi temi. Non possiamo non tenere conto di regole, prima fra tutte quella dell’educazione, poi di rispetto verso i collaboratori del sindaco, in particolare gli assessori con cui stai spalla a spalla”.

Gli assessori che lei nominerà saranno tutti consiglieri comunali?
“E’ una richiesta avanzata dal Pd. Il sindaco ha obblighi. Gli assessori devono essere esterni, nel senso che prima d’accettare l’incarico devono dimettersi dal ruolo di consigliere. Nel merito, la richiesta del Partito democratico immagino sarà portata al tavolo della trattativa politica”.

Una giunta composta solo da consiglieri comunali le creerebbe un problema, anzi due. Delli Iaconi e Vannini sono due assessori scelti fuori da palazzo dei Priori. Esterni nel vero senso della parola.
“E’ un’indicazione. Non credo che sia una prescrizione, ci credo poco. Non vorrei creare problemi dove non ci sono. Quello che conta è che la verifica vada chiusa in tempi stretti e che nel frattempo il lavoro del comune non si fermi”.

Giuseppe Ferlicca


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15 maggio, 2015

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