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Viterbo - Consiglio comunale - Caos nel centrosinistra - La maggioranza implode e il sindaco Michelini sbotta

“Non vado bene? Sfiduciatemi”

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Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

Viterbo – “Facciamo la verifica”. Dopo Insogna e Moltoni, a chiedere al sindaco Michelini una verifica politica, è il capogruppo Oltre le mura Maurizio Tofani e direttamente in consiglio.

Mentre dal Pd, o almeno la maggioranza del partito, per voce del capogruppo, arriva al primo cittadino una mezza sfiducia.

“Sui temi cari al Pd sulla città – osserva Serra – rimane la delusione per il mancato raggiungimento degli obiettivi. Bene Expo o la capitale della cultura. Ma su temi come frazioni, centro storico, partecipate e altro, non ci siamo.

Stavolta, sindaco, non faccia finta di niente, non nasconda la testa sotto la sabbia. Riconsegnare le deleghe va bene, anche per il Pd, lo farei pure per gli assessori”.

A Michelini un monito: “Guardi agli obiettivi. Non ne ha posto uno. L’igiene urbana, ad esempio. C’è un assessore, ma l’estensione della raccolta? Aspettiamo delibere, atti e così per le partecipate, la farmacia, la mobilità”.

Peccato che Michelini abbia un’osservazione da fare a Serra: “Qualcosa abbiamo fatto, si poteva fare di più, ma questa non è un’amministrazione inefficiente.

Il capogruppo deve fare la sintesi gruppo. Poi, se le cose non vanno, ricordo che il Pd ha quattro assessori in giunta. Dipende da loro? O dipende dal sindaco?

Ricordo che si può chiedere la sfiducia. Degli assessori e pure del sindaco.

Occorre avere il coraggio di farlo”.

Ma Goffredo Taborri (Ncd) lo blocca: “Quando ero parte di Oltre le mura – ricordo che la sfiducia verso alcuni assessori gliela avevamo sottoposta.

Lei però fece orecchie da mercante. Sta dicendo baggianate”.

Dopo le elezioni provinciali, che dovevano servire a rasserenare gli animi, è scontro. Tutti contro tutti. A Serra, qualcosa da dire ce l’ha Martina Minchella. Stesso partito d’appartenenza. E’ il suo capogruppo.

“Non so se Serra – dice Minchella – parla per i sette consiglieri Pd che sono usciti con un comunicato o per tutti”.

E Daniela Bizzarri, sempre Pd, rincara la dose: “Sono del Pd, ho rispetto per il mio capogruppo, ma la mia delega al sindaco non gliela ridò, manco per niente”.

E’ stato Gianmaria Santucci (Fondazione) ad animare il dibattito, chiedendo lumi sulla composizione dei gruppi in consiglio.

“Oltre le mura esiste – osserva Tofani – la composizione del consiglio non cambia. Ho visto che c’è un gruppo che ha chiesto una verifica. E’ legittima. Facciamo questa verifica. E’ per questo che riconsegniamo al sindaco le deleghe assegnate ai nostri consiglieri”.

Oltre le mura esiste? Forse nella testa del suo capogruppo. Sergio Insogna, stesso gruppo, ha un’idea diversa.

“Ricordo al capogruppo Tofani – spiega Insogna – che abbiamo scritto al sindaco da mesi, dando la nostra disponibilità a riconsegnare le deleghe.

Solo che all’epoca ve la siete fatta sotto. Sono felice che finalmente il capogruppo se ne sia accorto.

Era più elegante se ci avesse sentito prima. Forse credeva di farci un dispetto, invece ci fa un favore”.

Non basta: “Sono abituati a fare da soli – incalza Insogna rivolto ai suoi colleghi di gruppo – anche il sindaco parla solo con quelli che contano. Altri due consiglieri non li calcola.

Oltre le mura, per colpa del sindaco è spaccata e lo sarà ancora”.

Pure Livio Treta riconsegna la sua delega e Goffredo Taborri (Ncd) mette in guardia: “In questo consiglio c’è il Pd, ci sono le liste civiche, ma c’è anche un altro partito politico nazionale.

Lo rivendico. L’Ncd esiste e pure nel rimpasto il sindaco ne tenga conto”.

Assistendo a uno spettacolo non proprio edificante, la minoranza attacca. Si dovrebbe discutere dei problemi della città, si discute di quelli della maggioranza.

Ecco perché la proposta più sensata è quella del consigliere Vittorio Galati: “Sindaco, metta un biglietto a pagamento per il consiglio comunale, per assistere allo spettacolo.

Ci risanerebbe il bilancio”.

 


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