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“Se un assessore non firma, si va avanti in sei”

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Leonardo Michelini [3]

Leonardo Michelini 

Viterbo – “C’è un problema politico, entro mercoledì va definito.

Se un assessore non firma, si va avanti in sei”.

Il sindaco Michelini probabilmente non immaginava che l’annuncio in consiglio di una giunta a sette avrebbe creato ancora più caos nella sua maggioranza.

Con Alessandra Troncarelli che non firma la delega ai Servizi Sociali, Francesco Serra indisponibile, almeno per ora, a ricoprire l’incarico di presidente del consiglio dopo le dimissioni di Maria Rita De Alexandris.

Un bel pasticcio.

Ma il primo cittadino va avanti. Conta fino a sette, altrimenti si sballa e allora tutti a casa. Dimissioni. Non per ora.

“La scelta della giunta spetta al sindaco e io non rinuncio alle mie prerogative. La forza per un primo cittadino è d’essere autonomo rispetto ai partiti. Non accetto imposizioni. Ho scelto a sette, è la mia giunta.

Non ci sono deleghette e non voglio accontentare nessuno. Ho ritenuto opportuno portare il numero degli assessori da nove a sette, non è motivo di discussione”.

Con Alessandra Troncarelli che ha detto no, per ora la sola strada è a sei. Una via corta. A un certo punto s’incrocia la la strada del bilancio e per approvarlo servono i numeri. Se non passa si va a casa, stavolta automaticamente.

“In fase di bilancio ognuno si prende le sue responsabilità. Io ho detto qual è la mia giunta, fissando il numero a sette. Non si va a casa perché manca una firma.

Se si arriva al bilancio, lì alla luce del sole ciascuno si assume la propria responsabilità”.

Anche se Michelini pensa di chiudere la partita molto prima. Il momento è delicato: “Prima di parlare, è mio uso avere prima un confronto con i diretti interessati”.

Si può dire, però, che tutto è rimasto fermo a giovedì. Quando Michelini ha presentato in consiglio il decreto con la nuova giunta a sette, ridistribuzione delle deleghe e unico nuovo ingresso, Troncarelli ai Servizi sociali.

“Ho predisposto il decreto, non ha una data. Ci sarà quando sarà firmato e quindi protocollato. E’ evidente che l’incertezza da parte di un assessore nominato sarà oggetto di un chiarimento che io intendo fare.

Anche se sono arrivato a dare la comunicazione al termine di un percorso, che io credevo fosse di soddisfazione per tutti. Così mi era sembrato.

Evidentemente c’era ancora qualcosa che non conoscevo e che non voglio sapere. Non m’interessa capire cosa c’è dietro”.

Anche se non è difficile da intuire. Problemi di natura politica. Dentro il Partito democratico.

“Li risolvano. Se l’assessora che ho nominato non firma, chiamerò il capogruppo Pd, se serve, l’intero gruppo, pure la maggioranza. Non sono in discussione ragioni amministrative, ma politiche. Allora si dicano.

Capisco i tempi della politica, ma io di fronte alla città ho preso un impegno, di governare”.

Sette consiglieri vicini a Serra chiedono che la parte Popolare, sovrarappresentata, sia ridimensionata. Se non con un assessorato in più, ottenendo l’incarico di vice sindaco. Oggi è Luisa Ciambella, assessora popolarfioroniana.

“Una simile richiesta a me non è stata formalizzata, ripeto, io posso capire che ci siano problemi politici, si abbia il coraggio di dirlo. Il Pd definisca i suoi problemi.

Mercoledì, quando sarà, arriviamo a una definizione. Se c’è la firma, bene, senno andiamo avanti con la giunta a sei.

L’amministrazione non si ferma, proseguiremo con la vecchia giunta”.

C’è anche la presidenza del consiglio a complicare il quadro. De Alexandris si è dimessa per fare spazio al Pd, ma Serra, candidato designato, nicchia.

“Il Pd ha chiesto la maggioranza delle posizioni, fra giunta e presidenza del consiglio. Un nuovo equilibrio, avendo dodici consiglieri, numero superiore rispetto alle liste civiche.

Maria Rita De Alexandris va ammirata per il comportamento tenuto e per avere messo a disposizione l’incarico, nell’ottica di favorire una soluzione alla crisi. Fra assessori e presidenza, il Pd così ha cinque posizioni e tre le civiche.

Sono richieste formalizzate negli incontri anche con i due gruppi Pd.

La forza del sindaco è d’essere libero, sotto tutti i punti di vista. Io ci tengo a spazi di manovra, operatività. Sennò c’è la sfiducia”.

Giuseppe Ferlicca


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