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Viterbo - Operazione "Fai da te" - Il tribunale del Riesame riforma l'ordinanza d'arresto, che aveva mandato i 17 in carcere

Banda del frullino e babyspaccio: “Dovevano andare ai domiciliari”

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Operazione Fai da te - Gli arrestati

Operazione Fai da te – Gli arrestati

Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te

Viterbo – Carabinieri – Operazione Fai da te

Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te

Viterbo – Carabinieri – Operazione Fai da te 

Viterbo – Erano già ai domiciliari e per il tribunale del Riesame avrebbero dovuto starci dall’inizio.

Hanno deciso così i giudici romani sugli arrestati dell’operazione “Fai da te”, l’inchiesta della procura di Viterbo sullo spaccio ai minorenni e la cosiddetta “banda del frullino” che assaltava i distributori di benzina. 

I 17 arrestati erano agli arresti domiciliari da inizio mese: su parere positivo del pm Massimiliano Siddi, i gip Salvatore Fanti e Francesco Rigato hanno disposto per tutti l’uscita dal carcere Mammagialla e la detenzione in casa.

Il blitz dei carabinieri era scattato all’alba del 29 maggio. In sei erano finiti in manette per associazione a delinquere finalizzata ai furti, per aver tentato, smerigliatrici alla mano, di portare via l’incasso delle colonnine del self-service, riuscendoci solo in un caso su sei.

La gang di presunti spacciatori, invece, sarebbe composta dagli altri 11 arrestati, cui gli investigatori sono arrivati tramite intercettazioni (uno della ‘banda del frullino’ aveva contattato uno spacciatore per la droga).

Gli inquirenti hanno individuato due gruppi di spacciatori: uno, composto prevalentemente da stranieri, che avrebbe ‘abbordato’ i ragazzini nei parchi e consegnato la droga quasi sempre negli stessi luoghi; l’altro gruppo di pusher avrebbe invece fatto leva soprattutto sulle sue conoscenze tra gli studenti ed è agli studenti – spesso minorenni – che vendeva di più. Tra gli indagati, anche una ragazzina di 16 anni, accusata di aver raccolto i soldi a scuola e portato la droga in classe a chi la chiedeva a lei o al suo fidanzato arrestato.

Accuse gravi. Ma, evidentemente, il tribunale del Riesame ha ritenuto che gli arresti domiciliari fossero sufficienti a garantire che gli indagati non ripetessero i reati. 

Se gli arrestati fossero stati ancora a Mammagialla, la decisione del Riesame avrebbe comportato una scarcerazione di massa, con passaggio ai domiciliari. Ma il fatto che fossero già agli arresti domiciliari non ha comportato cambiamenti sostanziali, se non quello di sconfessare la scelta iniziale degli inquirenti di mettere tutti in carcere.


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26 giugno, 2015

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