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Viterbo - Comune - Il vicesindaco Luisa Ciambella si prepara all'approvazione entro il 31 luglio

“Bilancio, eliminati 14 milioni di residui”

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Luisa Ciambella

Luisa Ciambella 

Viterbo – “Bilancio, eliminati 14 milioni di residui”.

La crisi è solo un ricordo per Luisa Ciambella. Per il vicesindaco, ora, c’è da pensare a chiudere il bilancio e soprattutto a come farlo senza troppe ripercussioni.

Da febbraio, va avanti la programmazione sui lavori e, adesso, che si entra nel vivo della discussione è necessario, per Ciambella, impegnarsi per dare risposte concrete. Sono di questi giorni anche gli incontri coi sindacati per studiare un “bilancio sociale” a misura di cittadino. Nonostante la crisi e la totale assenza di fondi dallo stato.

“Ci lavoriamo da mesi – dice il vicesindaco – nonostante una serie di questioni, che non dipendevano da noi, e che sono state sciolte solo giovedì scorso, quando il consiglio dei ministri ha approvato il decreto Enti locali, che ci fornisce le norme per redigerlo più facilmente. Attendiamo solo la pubblicazione per avere il via definitivo.

Per farlo, adotteremo il criterio della massima condivisione con tutta la maggioranza. Il lavoro di taglio e razionalizzazione è stato fatto da me, ma anche dai capigruppo di maggioranza, perché tutti portassero il loro contributo e verificassero che ci fossero meno tesoretti. Abbiamo tolto dal bilancio, per ripulirlo, come le norme ci obbligavano, 14 milioni di residui. C’è ancora chi, non trovandosi a governare, si ostina a dire che ci sono. Il nostro bilancio, invece, non ne ha più, a dimostrazione che è stata fatta un’operazione di pulizia complessiva per metterci in linea coi parametri europei”.

Ciambella ammette le criticità. “Al momento stiamo verificando l’impatto che il decreto può avere sul nostro bilancio e, per ora, siamo ancora nella fase di quadratura. La riunione di maggioranza è stata proficua perché abbiamo ripreso il discorso da dove lo avevamo lasciato e siamo tutti consapevoli delle difficoltà. La metà dei comuni italiani, circa 4mila, non ha la possibilità di chiudere il bilancio e solo perché non ha più leva fiscale. In un’unica annualità, abbiamo dovuto assorbire tutte le norme che ci porteranno ad avere un bilancio trasparente e non inficiato da meccanismi tecnici che poi non danno concretezza di ciò che si può fare o no”.

Li attende quindi un lungo lavoro. “Sarà un bilancio difficile, ma anche un anno di transizione, perché, una volta portata a regime questa situazione,  riusciremo a vedere qualche spiraglio. Purtroppo non esistono più trasferimenti dello Stato, se non in minima parte, ma continua a esistere la necessità di programmare e cambiare la città. Bisogna per questo aprire a collaborazioni tra pubblico e privato e al reperimento di fondi europei. Noi ci stiamo provando. Non sono pochi i problemi da affrontare e a crearne altri ci si è messa la non gestibilità del gettito dell’Imu sulle seconde sul bilancio precedente che ci ha portato ad adottare il regime di gestione provvisoria e non l’esercizio provvisorio che ha ridotto la capacità di spesa, senza limitarci nelle cose da fare, grazie a sponsorizzazioni o contributi esterni quando non avevamo fondi nostri. Ne sono un esempio l’anno degli Etruschi o il trasporto della macchina a Milano. Ci sono stati imposti poi provvedimenti, su cui c’è sempre una certa reticenza al momento dell’approvazione. Mi riferisco all’equità sociale per servizi alle famiglie come le mense e il servizio scolastico che noi, in qualche modo, siamo riusciti a scardinare con l’inserimento delle fasce”.

Spending review pure sul funzionamento del consiglio che in un anno, a parte il bilancio, ha prodotto solo due regolamenti e poco più. “Abbiamo tagliato il tagliabile, anche all’interno con gli organismi. C’è la volontà di farlo sul funzionamento del consiglio comunale, che ci costa 400mila euro all’anno, tra gettoni di presenza, rimborsi e uffici straordinari. Riteniamo che, in tempi di difficoltà, vada ridimensionato per dare un segnale alla città e fiducia ai cittadini. Stessa cosa è successa con la giunta che ha sette assessori pagati, a fronte di otto”.

Approvazione obbligatoria entro il 31 luglio. “Abbiamo recuperato la bozza e stiamo lavorando in maniera frenetica. Entro il fine settimana voglio stilare una lista delle priorità da finanziare e fare il punto. Per il 26 giugno deve passare in giunta e da qui scattano i 45 giorni per l’approvazione. Sul bilancio, c’è stata serietà da parte di tutti e chiedo alla maggioranza di lavorare come abbiamo fatto finora, in maniera compatta, per superare il banco di prova. Abbiamo le possibilità per farlo nel miglior modo e nel migliore interesse per i cittadini. E’ un momento molto difficile – conclude – a cui dobbiamo far fronte tutti con grande senso di responsabilità”.

Paola Pierdomenico


Articoli: FondAzione: “14milioni di euro di residui, solo operazioni tecniche”


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18 giugno, 2015

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