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Pescia Romana - Ieri la decisione del gip del tribunale di Civitavecchia che riapre il caso - Disposta una nuova consulenza entro 90 giorni

Bimbo muore a tre anni, respinta l’archiviazione

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Il piccolo Leonardo Sonno

Il piccolo Leonardo Sonno

Il babbo Filippo e la mamma Valentina col piccolo Leonardo Sonno

Il babbo Filippo e la mamma Valentina col piccolo Leonardo Sonno

L'avvocato Piersalvatore Maruccio

L’avvocato Piersalvatore Maruccio 

Pescia Romana – Bimbo muore a tre anni, respinta l’archiviazione.

Il gip di Civitavecchia Paola Petti, ieri, ha riaperto il caso del piccolo Leonardo Sonno che, l’anno scorso, nella notte del 22 marzo 2014, è morto a Pescia Romana. Portato all’ospedale di Tarquinia con la febbre altissima, è stato dimesso. Alle 3,30 del mattino, il piccolo respirava ancora, ma quattro ore dopo, la mamma Valentina e il papà Filippo hanno scoperto che era senza vita, stroncato, come accertato in un secondo momento, da meningite batterica fulminante.

Nel registro degli indagati, per omicidio colposo, sono finiti i due medici che hanno visitato Leonardo: Alberto Falesiedi e Simone Bosi.

I genitori hanno chiesto giustizia, perché si indagasse ancora. Le loro speranze si sono riaccese dopo la decisione del gip Petti di accogliere l’opposizione dei legali della famiglia, Piersalvatore e Francesca Maruccio e Claudia Trippanera, all’archiviazione.

“Ho fatto un’opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dal pm di Civitavecchia che è stata accolta – dice Piersalvatore Maruccio -. Insieme al professore Antonio Leggio, per anni titolare della cattedra di chirurgia pediatrica all’università di Bari, e di Natale De Luca, titolare della cattedra di medicina legale alla Sapienza, abbiamo ritenuto che, nella consulenza tecnica, disposta dal pm ci fossero motivi sufficienti per considerarla “superficiale”, dato che non rispondeva a quelle che erano le aspettative sul piano logico. In buona sostanza, che il medico non si sia accorto di quello che stava succedendo, lo sapevamo già, così come che l’influenza o il raffreddore avessero potuto nascondere il vero problema.

Che ce lo dicesse, però, un consulente che, in realtà, doveva fare un’approfondita analisi a posteriori, piuttosto che interpretare i sentimenti del medico intervenuto, ci ha molto meravigliato”.

I legali, dunque, vogliono andare a fondo. “Chi dice che il bambino non si poteva salvare – si domanda scettico Maruccio -. Si sarebbe dovuta intraprendere qualsiasi strada, come il trasferimento in una struttura idonea, ossia Belcolle, o un’analisi del sangue, laddove ci fosse una probabilità su cento di non morire. Un minimo di attenzione avrebbe richiesto questo.

Il bimbo, poi, era di corporatura più piccola della media, con un taglio sulla pancia ed era stato ricoverato per otto mesi all’ospedale di Siena. Una condizione da non sottovalutare, specie perché aveva la febbre alta che non si è abbassata nemmeno con la tachipirina. Il gip Petti ha fatto un’analisi approfonditissima della questione e ha accolto in pieno le nostre motivazioni”.

E’ stata anche disposta una nuova perizia. “Entro 90 giorni dovrà essere fatta una perizia collegiale per avere il parere, non solo del pediatra e del medico legale, ma anche di un infettivologo. E’ giusto che si faccia un approfondimento, perché i genitori vogliono vederci chiaro. Finalmente – conclude Maruccio – siamo riusciti a smuovere le acque e questo è motivo di soddisfazione, sia professionale che personale. Speriamo di poter dare una speranza ai due genitori, distrutti da tutta questa vicenda”.


– Bimbo muore a tre anni, i genitori: “Non archiviate”


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2 giugno, 2015

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