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Viterbo - Estorsione, fatture false e calunnia

Gianlorenzo & Co., udienze preliminari dopo l’estate

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Paolo Gianlorenzo

Paolo Gianlorenzo

Franco Fiorito

Franco Fiorito esce dalla procura di Viterbo

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis 

Viterbo – Se ne riparla dopo l’estate.

La “saga” giudiziaria di Paolo Gianlorenzo, giornalista viterbese plurinquisito, riprenderà tra settembre e ottobre, quando inizierà la maggior parte delle udienze preliminari per le vicende che lo vedono coinvolto.

Ieri mattina, il gup Stefano Pepe ha rinviato tre procedimenti riguardanti il giornalista, tra problemi di notifica e la richiesta di rinvio avanzata dal pm Massimiliano Siddi, titolare dei fascicoli.

Il 2 ottobre l’ex direttore di “Nuovo Viterbo oggi” comparirà davanti al gup insieme a Franco Fiorito, meglio noto come “er Batman” o “federale di Anagni”, passato alla storia (e condannato a 3 anni e 4 mesi) per lo scandalo dei fondi del gruppo Pdl alla Regione Lazio, usati per comprare persino una caldaia e una jeep durante l’emergenza neve. Il tutto a uso personale. 1,3 milioni di euro, finiti in gran parte su alcuni conti di Fiorito in Italia e all’estero.

Ma degli sperperi in Regione, Fiorito accusava altri. In particolare Francesco Battistoni, suo successore alla guida del gruppo regionale Pdl alla Pisana. Proprio a questo scopo Fiorito avrebbe falsificato o fatto falsificare le fatture del gruppo Pdl confezionando un apposito dossier dato in pasto ai giornali, gonfiando le cifre delle spese per pubblicità, comunicazione, ristorazione. Messo alle strette, “Francone” puntò il dito contro l’allora coordinatore regionale Pdl Vincenzo Piso; da qui, anche l’accusa di calunnia, mentre della diffamazione a Battistoni e alla sua segretaria Fiorito risponde insieme a Gianlorenzo, per la pubblicazione del dossier di fatture false.

Sono andate, invece, all’11 settembre le altre due udienze preliminari. Una per il solo Gianlorenzo, accusato di calunnia nei confronti del poliziotto della stradale da lui incolpato di aver inserito tra gli atti di indagine il file audio di un suo rapporto sessuale.

L’altra udienza è per le estorsioni contestate a Gianlorenzo e a Samuele De Santis, un tempo suo avvocato, finalizzate, per l’accusa, ad ampliare la clientela dell’avvocato. Clientela d’élite: De Santis avrebbe aspirato ad assumere la difesa di personaggi in vista, per conquistare facilmente le prime pagine dei giornali. Ai clienti, con l’appoggio di Gianlorenzo, avrebbe fatto credere di poter “organizzare le uscite sui giornali”. Come se, oltre alla difesa in tribunale, avesse potuto garantire anche articoli “soft” sulla stampa. 


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19 giugno, 2015

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