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Viterbo - Carcere - Il delegato dell'Ugl polizia penitenziaria lancia l'allarme, in vista di un possibile arrivo di detenuti con particolari patologie

“Mammagialla non è attrezzato per ricevere malati psichiatrici”

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Danilo Primi dell'Ugl polizia penitenziaria

Danilo Primi dell’Ugl polizia penitenziaria 

Il carcere di Viterbo a Mammagialla

Il carcere di Viterbo a Mammagialla 

Viterbo – Detenuti psichiatrici a Mammagialla? Forse.

A lanciare l’allarme è Danilo Primi, delegato regionale dell’Ugl polizia penitenziaria, secondo il quale “una recente direttiva del Dipartimento di amministrazione penitenziaria (Dap) prevede l’inserimento di una sezione di osservazione psichiatrica nel carcere Mammagialla”. 

Significa, in pratica, che il penitenziario viterbese dovrebbe dotarsi di una struttura a parte per accogliere detenuti con particolari patologie psichiche. A dir poco impensabile, secondo Primi, con le risorse di cui il carcere dispone attualmente.

“Per mandare in porto un progetto simile serve personale altamente specializzato e non solo – spiega il sindacalista -. A conti fatti, l’introduzione di questa nuova sezione all’interno del carcere viterbese richiederebbe 40 agenti di polizia penitenziaria di nuova formazione, con competenze in ambito sanitario; 24 ore in più di medico di guardia; un presidio psichiatrico h24 e locali idonei, per collocare i detenuti con patologie psichiatriche in un’attrezzata struttura a parte. Mammagialla, per ora, non ha niente di tutto questo”.

La preoccupazione di Primi è che i detenuti con patologie psichiatriche possano arrivare al carcere viterbese da un momento all’altro, in assenza di strutture idonee per accoglierli. “Il problema è serio – spiega Primi -. Non vorremmo che questa direttiva fungesse come una specie di lasciapassare esecutivo subito o in tempi brevi, perché per ora Mammagialla non ha né il personale né i locali adeguati per tamponare un flusso di detenuti con esigenze così particolari. Di conseguenza, la sicurezza non potrebbe mai essere garantita, così come l’assistenza sanitaria ai detenuti”.

 

Il carcere viterbese è strutturato in sezione giudiziaria, con i detenuti ancora in attesa di giudizio, e sezione penale, che accoglie i condannati con sentenza definitiva. A queste si aggiungono la sezione protetta, per i reati sessuali, e il braccio del 41bis.

Dal 2013, non c’è più il reparto di alta sicurezza, che raccoglieva ergastolani, colpevoli di reati come l’associazione a delinquere o lo spaccio internazionale e tutti i detenuti declassati dal 41bis. 

Se e quando l’osservazione psichiatrica diventerà una nuova sezione di Mammagialla è ancora da capire. Ma Primi annuncia già la mobilitazione: “Qualora Mammagialla si ritrovi allo sbaraglio ad accogliere questi detenuti senza personale e locali idonei, attueremo ogni forma di protesta”.


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16 giugno, 2015

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