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Viterbo - Comune - Il consigliere Marini (FI) all'attacco dell'amministrazione Michelini sulla vicenda della raccolta differenziata

“Rifiuti, non si sono fatti problemi sull’appalto…”

di Paola Pierdomenico
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Giulio Marini

Giulio Marini 

Viterbo – “Non si sono fatti problemi sull’appalto e lo hanno gestito”.

Giulio Marini sfodera le armi, anzi le carte. L’ex sindaco tirato spesso in ballo per il contratto sui rifiuti, ora, vuole mettere i puntini sulle “i”.

Per farlo, usa i verbali della seconda commissione del 22 luglio 2014, in cui ci sono, per lui, elementi che dimostrano come sull’appalto dei rifiuti l’amministrazione Michelini abbia preso delle decisioni, modificandolo in corso d’opera.

Su quelle scelte politiche, lui, insieme all’opposizione, vuole vederci chiaro e insiste sull’istituzione di una commissione d’inchiesta.

“Dalle parole del sindaco – dice Marini – noto un certo nervosismo. Risponde in maniera scomposta alla manifestazione dell’opposizione. Io, mi sento spazzato via dai cittadini, ma questo non mi impedisce di dire quello che penso. Oggi lui governa la città e non è detto che continuerà a farlo”.

Senza giri di parole, Marini arriva al punto. “Lui attacca sul contratto dei rifiuti. Per redigerlo, abbiamo incaricato il Conai, Consorzio nazionale imballaggi, che aveva una convenzione con l’Anci. Gli abbiamo fornito i dati per formulare l’appalto e abbiamo avviato la gara a cui hanno partecipato, da quello che mi risulta, cinque aziende. Il contratto non era al massimo ribasso, ma riguardava per il 70 per cento la qualità del servizio e per il 30, il prezzo. Non ci abbiamo messo penna, perché è stato un lavoro tecnico, fatto da chi se ne occupa. Un soggetto terzo affinché l’appalto venisse controllato. Non è stato lo stesso per questa amministrazione che ha fatto delle scelte, per carità, anche in buona fede, ma che hanno deteriorato un ambiente”.

Marini scende nello specifico. “Dalle parole dell’assessore al ramo, che in quel momento era Saraconi, nella seduta della seconda commissione del 22 luglio 2014, l’appalto non sembra essere il problema dell’amministrazione. Anche perché, altrimenti, avrebbero potuto rescindere il contratto con l’azienda, già da tempo, come hanno fatto con altri appalti, come il cimitero di Grotte santo Stefano.

Comunque, in commissione, Saraconi ha detto che il piano finanziario del 2014 andava nella direzione di una rimodulazione contrattuale, che poi avrebbero fatto, intendendo una riorganizzazione del lavoro sui punti più deficitari. Hanno quindi analizzato le mancanze del servizio”.

Ma la parte saliente, per Marini, è un altra. “Sempre Saraconi ha detto che per la fine dell’anno era prevista una rimodulazione dello spazzamento e cioè una intensificazione per la necessità di raggiungere uno standard del servizio più elevato di quello che c’era, con un aumento delle ore di spazzamento manuale rispetto a quello meccanizzato, che, ad approvazione del piano finanziario, quindi per bilancio, sarebbe stato meglio esplicitato con un progetto ad hoc che avrebbe rimodulato tutto”.

Ed ecco l’attacco di Marini. “L’assessore al ramo, il 22 luglio, aveva preoordinato e previsto che ci sarebbe stato maggiore spazzamento manuale su quello meccanizzato. Con maggiore utilizzo di personale e un’ulteriore spesa di 450mila euro. Affermazioni, che, dette durante il periodo di approvazione della Tari, erano un macigno. Loro volevano rimodulare a seconda delle esigenze, ma stranamente non hanno rescisso il contratto con la società. Il sindaco, invece di intimidire l’opposizione, legga bene, perché poteva fare scelte diverse. E invece di incontrare i cittadini ora, poteva farlo prima, così come, poteva pubblicizzare di più, come da appalto, l’avvio della differenziata, e non fare due o tre riunioni“.

Il consigliere, dunque, avverte. “Ognuno si assuma le proprie responsabilità e il sindaco sostenga la nostra richiesta di istituire una commissione di inchiesta, perché vogliamo avere chiarezza sugli atti amministrativi e sui comportamenti. Non ci interessano gli aspetti dell’indagine su cui c’è già chi lavora. Mi accusa di voler distogliere l’attenzione su un tema così importante per la città, e in che modo, dato che chiedo una commissione per avere contezza delle carte che sono circolate all’interno dell’amministrazione. E’ facile accusare gli altri, noi però vogliamo andare fino in fondo per capire se ci sono stati errori o scelte politiche sbagliate, senza disturbare l’indagine, ma approfondendo l’aspetto amministrativo. Vogliamo vedere gli atti – conclude Marini – perché è con quelli che parla un ente”.

Paola Pierdomenico


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19 giugno, 2015

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