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Viterbo - Macchina di santa Rosa - In una lettera l'augurio del pontefice per i lavori di Gloria - Il 5 luglio per la prova di portata una messa officiata dal vescovo dopo la quale sarà posizionato nella basilica il contenitore per raccogliere le preghiere

Papa Francesco benedice Gloria

di Paola Pierdomenico
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Raffaele Ascenzi

Raffaele Ascenzi

Gloria prende forma

Gloria prende forma 

Gloria prende forma

Gloria prende forma 

Gloria prende forma

Gloria prende forma 

Gloria prende forma

Gloria prende forma 

Gloria prende forma

Gloria prende forma 

Ascenzi col sindaco Michelini

Ascenzi col sindaco Michelini 

Ascenzi col vescovo Fumagalli

Ascenzi col vescovo Fumagalli 

Gloria prende forma

Gloria prende forma 

Ascenzi col vescovo Fumagalli

Ascenzi col vescovo Fumagalli 

Il vescovo Fumagalli ammira il contenitore delle preghiere

Il vescovo Fumagalli ammira il contenitore delle preghiere 

Gloria prende forma

Gloria prende forma 

Gloria prende forma

Gloria prende forma 

Ascenzi e Luigi Vetrani

Ascenzi e Luigi Vetrani 

Viterbo – Papa Francesco benedice Gloria (video – gallery – slide).

Arriva anche da papa Francesco la benedizione alla realizzazione della nuova macchina di Santa Rosa. La richiesta è stata inviata dall’architetto Damiano Amatore che qualche giorno fa ha ricevuto la risposta direttamente dal Vaticano. Ieri, durante la presentazione alla città di alcuni pezzi di Gloria, in costruzione alla Edilnolo Tuscia sulla Tuscanese, la lettera è stata letta dal vescovo Lino Fumagalli.

“Nell’accogliere con animo riconoscente il confidente gesto – si legge nel messaggio firmato da monsignor Peter Wells – sua santità invoca su di lei e su quanti ella rappresenta la materna protezione della Vergine Maria e di santa Rosa da Viterbo e, mentre chiede di pregare per la sua persona e per il suo servizio alla chiesa, auspica un proficuo lavoro, ispirato sempre ai valori eterni del Vangelo, ed è lieto di inviare, in pegno di abbondanti doni di grazia, di serenità e pace, la sua benedizione”.

Gloria prende forma nel segno di una spiritualità che, con la creazione di Raffaele Ascenzi, si rafforza e torna protagonista. A dimostrarlo anche il fatto che, il 5 luglio, in occasione della prova del traliccio sul percorso, da porta Romana a piazza del Comune, ci sarà una messa, officiata dal vescovo Lino Fumagalli e dopo la cerimonia verrà posizionato il contenitore che raccoglierà le preghiere dei viterbesi che saranno trasportate sulla macchina.

L’inaugurazione della Edilnolo Tuscia, è stata dunque l’occasione per mostrare i pezzi, arrivati da Viareggio, alla città. Le sculture erano raccolte in una parte del capannone. All’esterno c’era invece la base con la scritta “Gloria in excelsis”.

Dal disegno che era, Gloria si sta realizzando e, di giorno in giorno, prendono forma la base, gli angeli e le guglie.Le rose, le ficaccole e i facchini ancestrali.

E’ rimasto per tutto il tempo accanto a quelle figure, quasi a proteggerle, l’ideatore Raffaele Ascenzi. Accanto a lui, il grafico Luigi Vetrani che ha seguito il progetto passo dopo passo.

Ascenzi, con la sua opera, ha voluto rappresentare la storia che ha reso consolidata la tradizione di questa festa. “E’ un omaggio – dice – al riconoscimento dell’Unesco, perché, ora il trasporto, è patrimonio immateriale dell’umanità”. Nella sua idea, poi, la nuova macchina deve essere un omaggio soprattutto a quel “motore umano” che tutte le sere del tre settembre la fa sfilare per le vie di Viterbo. Con fatica. Sudore. Ma soprattuto con devozione. “Con Gloria – dice – racconto lo sforzo dei facchini, senza i quali la macchina non si sposterebbe. Quelli su Gloria sono ancestrali con una fascia in vita che ricorda quella rossa e dei veli di protezione, simili a tuniche medievali da lavoro. E’ un premio alla loro devozione e a quella di tutta la comunità che si raccoglie intorno alla sua patrona”.

Torna la spiritualità. “Gli angeli messaggeri che nel braccio sinistro tengono le pergamene vogliono simboleggiare il trasferimento dei desideri della popolazione verso l’alto. Si ritorna a una spiritualità che forse, in passato, veniva essa in secondo piano“.

Anche le forme architettoniche hanno un significato. “Si rifanno alla storia, che è stata ricca, e che ha reso così importante la tradizione. Ieri per la prima volta è stato mostrato anche il contenitore che sarà posizionato nella basilica di santa Rosa e che raccoglierà i voti della popolazione. “E’ stato apprezzto da tutti soprattutto per il fatto che è come se una parte del proprio cuore venga trasportata dai facchini”.

Le sculture sono ricoperte di carta di giornale, in attesa della verniciatura. “Finalmente c’è un po’ di cultura anche sulla macchina – ironizza Ascenzi -. Battute a parte, le figure sono state realizzate da macchine robotizzate usate per fresare il polistirolo per non lasciare spazio a differenze sostanziali sul risultato finale. Progettato in studio viene trasformato dalle macchine in modelli e serve per rendere ancora più levigate le superfici. Dopodiché questa tecnica viene nascosta da uno strato di poliurea che rende ignifugo il materiale per passare infine alla verniciatura finale”.

Ad illuminarla ci saranno 600 fiaccole tradizionali. “Stiamo lavorando con Vincenzo Fiorillo per far sì che non si spengano  e stiamo testando una particolare membrana che le protegge dal vento, facendo comunque vedere la fiamma. Speriamo di vederle accese dall’inizio alla fine. Ci saranno anche 55 candele a stelo lungo che saranno poste a vari livelli e soprattutto sulla base e sulle guglie per riportare alla tradizione delle edizioni ottocentesche”.

In tanti ieri hanno ammirato la macchina e fatto le foto. “Sono un po’ geloso – ammette l’ideatore – perché mi sarebbe piaciuto farla vedere finita, dato che l’attesa del piacere è essa stessa piacere. Al tempo stesso, però, è bello condividere queste emozioni che sto provando con l’arrivo dei pezzi, con tutti quelli che hanno a cuore la festa”.

Orgoglioso del fatto che la macchina sia quasi tutta made in Tuscia, Vincenzo Fiorillo. “La macchina è pronta al 50 per cento e la parte allegorica sarà finita in una decina di giorni. Poi verrà messa in lavorazione e assemblata, sarà fatto l’impianto elettrico e, anche la struttura interna, fatta in acciaio e alluminio qui a Viterbo, è pronta. La tabella di marcia procede spedita e speriamo che tutto vada bene per farci trovare pronti all’assemblaggio definitivo, anche in vista della prova del traliccio del cinque luglio. Sta funzionando tutto alla grande e confidiamo nell’operato dei nostri collaboratori dell’azienda, perché ci tenevamo a fare la macchina a Viterbo. Si consolida il legame con il territorio”.

All’inaugurazione c’era anche il vescovo Lino Fumagalli che ha ammirato i pezzi della macchina e il contenitore, facendosene spiegare il significato.

“Con questa macchina – dice Fumagalli -, di cui oltretutto ricorderemo facilmente il nome, ritroviamo il senso religioso per trasmetterlo alle nuove generazioni. I messaggi saranno un modo per rinforzare la nostra spiritualità affinché santa Rosa interceda per noi. Ringrazio chi ha lavorato alla macchina, so che non è facile. Tutto questo nasce grazie alla collaborazione di tante persone che, nel loro campo, rendono la macchina solida e consistente. Restiamo in attesa di vederla bella il tre settembre”.

Erano presenti tra gli altri, il sindaco Leonardo Michelini, l’assessore Alvaro Ricci, i consiglieri Giulio Marini e Claudio Ubertini, Contaldo Cesarini e il capofacchino Sandro Rossi.

Paola Pierdomenico


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21 giugno, 2015

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