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Inchiesta "Vento di maestrale" - Nove arresti - Intercettazioni - lo sfogo di Dello Vicario al telefono con i vertici di Viterbo Ambiente - Indagati altri due dirigenti comunali: Sara Palombi e Stefano Quintarelli

“Dovete spazzà, svuotà le isole e pulì per terra”

di Stefania Moretti

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Stefano Quintarelli

Stefano Quintarelli 

Un mezzo di Viterbo ambiente

Un mezzo di Viterbo ambiente

Viterbo - Operazione "Vento di maestrale" - Il blitz di carabinieri e polstrada a Casale Bussi

Viterbo – Operazione “Vento di maestrale” – Il blitz a Casale Bussi – Il maggiore Rajola, già capitano del Noe, e il comandante del nucleo operativo radiomobile di Tuscania Clementucci

Viterbo - Operazione "Vento di maestrale" - Il blitz di carabinieri e polstrada in comune in via Garbini

Viterbo – Operazione “Vento di maestrale” – Il blitz di carabinieri e polstrada in comune in via Garbini

Viterbo - Operazione "Vento di maestrale" - Il blitz di carabinieri e polstrada a Casale Bussi

Viterbo – Operazione “Vento di maestrale” – Il blitz di carabinieri e polstrada a Casale Bussi

Operazione "Vento di maestrale" - La conferenza per illustrare i dettagli

Operazione “Vento di maestrale” – La conferenza stampa

Ernesto Dello Vicario

Ernesto Dello Vicario

Francesco Bonfiglio, responsabile di Viterbo Ambiente

Francesco Bonfiglio, responsabile di Viterbo Ambiente

Carlo Rosario Noto La Diega, presidente del cda di Viterbo Ambiente e governatore del Rotary

Carlo Rosario Noto La Diega, presidente del cda di Viterbo Ambiente e governatore del Rotary

Fulvio Santini, responsabile di servizio rifiuti di Viterbo Ambiente

Fulvio Santini, responsabile di servizio rifiuti di Viterbo Ambiente 

Viterbo – Fare poco. Risparmiare e guadagnare molto.

E’ la logica imprenditoriale – semplice quanto spietata – di Viterbo Ambiente ed Ecologia Viterbo, secondo l’inchiesta “Vento di maestrale”. Un uragano sulle società che gestiscono una la raccolta e il trasporto dei rifiuti solidi urbani, l’altra l’impianto di trattamento meccanico biologico a Casale Bussi, sequestrato. 

Ieri, l’arresto in massa dei quadri dirigenziali delle due società, a cura di polstrada, carabinieri e Noe. Nove persone ai domiciliari; vertici aziendali, ma anche il dirigente comunale Ernesto Dello Vicario, mentre sono indagati a piede libero i suoi due colleghi al comune di Viterbo, Sara Palombi, settore ambiente e impianti tecnologici, e Stefano Quintarelli, ragioniere capo.

137 pagine di ordinanza d’arresto per un’inchiesta complessa, dal concetto di fondo elementare: gli interessi del comune di Viterbo (e della collettività) erano secondari rispetto a quelli delle due società.

Se il principio di massimizzare il profitto può essere comprensibile in un’ottica imprenditoriale, più difficile da capire è la posizione dei dirigenti comunali indagati. In particolare di Dello Vicario. Un funzionario della pubblica amministrazione che in favore della pubblica amministrazione avrebbe dovuto lavorare, ma non è questo il ritratto che emerge dagli atti.


“Dello Vicario figura chiave del sodalizio”

Il gip Franca Marinelli definisce Dello Vicario “figura chiave del sodalizio”: “non ha operato i doverosi controlli” né le “contestazioni finalizzate all’applicazione delle sanzioni” a Viterbo Ambiente che non spazzava le strade, ma era pagata come se lo facesse. L’appalto durava sei anni e valeva 50 milioni di euro.

Per gli inquirenti, Dello Vicario è totalmente appiattito sulle esigenze della società. Sa che il servizio è pessimo. Sente puzza di guai perché in comune si cominciano a dire “cose terribili” sui rapporti tra lui e Viterbo Ambiente.

Intercettato, si sfoga anche pesantemente con la dirigenza della società:

“Io me so rotto i coglioni… nessuno ve verrà a controllà quante volte siete passati a via Canicattì, però porco Giuda, dovete spazzà! Dovete svotà le isole di prossimità e dovete pulì per terra”.

Intransigente a parole, ‘morbido’ nei fatti: nell’ordinanza si parla di “passività” e “atteggiamento connivente” nel favorire un’azienda che “non era assolutamente in grado o comunque non intendeva svolgere un servizio di qualità”.


 Profumatamente pagati per (non) spazzare

L’esempio più lampante è il Pef, Piano economico finanziario del 2014, predisposto da Viterbo Ambiente e approvato dal comune con le modifiche di Dello Vicario. Stando a quanto riporta l’ordinanza, “è proprio sulla base del conto economico in esso contenuto che vengono applicate le tariffe ai cittadini per il servizio rifiuti”. Tariffe stabilite, in pratica, sulla base di un documento “ideologicamente falso”. Che regala soldi a Viterbo Ambiente al solo inspiegabile scopo di tirare acqua al mulino dell’azienda.

Qualche cifra, secondo le indagini? 400mila euro di penali non pagate per i disservizi. 451mila 200 euro per “migliorie servizio spazzamento”. 141mila euro per “maggiori utenze servite”. 312mila 900 euro come “non meglio precisate spese amministrative”. E altri 273mila 500 euro come “incremento Istat”. Una vera emorragia di fondi, di fronte alla quale il gip non usa mezzi termini: “Quello che conta, per Dello Vicario e Quintarelli, è solo far tornare la cifra finale a vantaggio della ditta… i due parlano disinvoltamente di alzare e abbassare a piacimento le singole poste del piano, in particolare di alzare la posta delle cosiddette ‘spese amministrative’, quasi fosse una ‘formula magica’ dietro la quale nascondere un ingiustificabile riconoscimento di somme non dovute”.

I consiglieri comunali vengono letteralmente presi per fessi, nello scambio di sms tra Dello Vicario e Quintarelli: “Non ci hanno capito nulla, ma comunque tutto ok”. Pef approvato.


C’è chi dice no…

Il contratto con la Viterbo Ambiente è fonte di malumori in comune. L’ex assessore ai Lavori pubblici Raffaella Saraconi si arrabbia più di tutti, di fronte alle continue lamentele dei viterbesi:

“Non pretendo il massimo, ma accettabile, cacchio! – dice al telefono con Dello Vicario -. Che il cittadino che paga può dire: ‘Beh, tutto sommato i miei soldi so’ spesi bene… ma io ogni giorno che ricevo ‘ste telefonate me sento male, perché la gente poi ha ragione…”.

Nemmeno il sindaco Michelini è contento. Il presidente di Viterbo Ambiente Carlo Rosario Noto La Diega lo racconta al telefono all’altro arrestato, il responsabile tecnico dell’azienda Francesco Bonfiglio:

“La notte della cosa di Santa Rosa, sì. Sono stati molto gentili, il sindaco mi ha fatto camminare dietro la macchina, mi ha fatto stare sotto, sopra, mi veniva ogni due minuti accanto… però non ha lesinato le battute… che non ci siamo, non abbiamo fatto quello scatto che loro si aspettavano. Un’azienda come la vostra, qui e là…”.


Pronti a spremere fino all’ultima goccia

Viterbo Ambiente da un lato cade dalle nuvole e minimizza: “In tanti anni che faccio il mondezzaio questa è la prima volta che mi trovo un’amministrazione che ci è contraria senza sapere perché – spiega Bonfiglio per telefono a Dello Vicario -. Non mi sembra ci sia una situazione tipo Baghdad da dire risoluzione del contratto…”.

Dall’altro, la società cerca scuse per giustificarsi e continuare a guadagnare sfacciatamente. Prima che il comune minacci di non pagare la ditta perché non ha pulito le strade con le spazzatrici meccaniche, il responsabile tecnico Bonfiglio e il socio di Viterbo Ambiente Maurizio Tonnetti hanno già la soluzione: diranno che le strade sono state pulite non con le spazzatrici, ma manualmente. Così potranno chiedere maggiori costi per il personale. Del resto, i soldi so’ soldi. E come dice Tonnetti, intercettato: “Prima che tu me li levi, io intanto te li chiedo”.

Stefania Moretti


Video: I due blitz – La conferenza stampa

Il blitz a Casale Bussi: fotocronaca – slide – Il blitz in Comune: fotocronaca – slide  –  la conferenza stampa: fotocronaca – slide

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4 giugno, 2015

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