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Inchiesta "Vento di maestrale" - Francesca Vichi sentita come testimone in procura per più di due ore martedì pomeriggio

Rifiuti, ascoltato il segretario generale del comune

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Francesca Vichi

Francesca Vichi 

Viterbo - Operazione "Vento di maestrale" - Il blitz di carabinieri e polstrada in comune in via Garbini

Viterbo – Operazione “Vento di maestrale” – Il blitz di carabinieri e polstrada in comune in via Garbini 

Viterbo - Operazione "Vento di maestrale" - Il blitz di carabinieri e polstrada in comune in via Garbini

Viterbo – Operazione “Vento di maestrale” – Il blitz di carabinieri e polstrada in comune in via Garbini 

Viterbo - Operazione "Vento di maestrale" - Il blitz di carabinieri e polstrada a Casale Bussi

Viterbo – Operazione “Vento di maestrale” – Il blitz di carabinieri e polstrada a Casale Bussi 

Viterbo - Operazione "Vento di maestrale" - Il blitz di carabinieri e polstrada a Casale Bussi

Viterbo – Operazione “Vento di maestrale” – Il blitz di carabinieri e polstrada a Casale Bussi – Il maggiore Rajola e il comandante del Norm di Tuscania Clementucci 

Viterbo – Il segretario generale del comune di Viterbo in procura per più di due ore.

E’ solo una delle tante testimonianze che gli investigatori stanno raccogliendo in questi giorni, nell’ambito dell’inchiesta “Vento di maestrale”.

L’indagine di polstrada, carabinieri del comando provinciale di Viterbo e uomini del Noe, coordinati dal colonnello “Ultimo” Sergio De Caprio continua ascoltando tutte le persone a vario titolo informate sui fatti. 

Una è Francesca Vichi, segretario di Palazzo dei Priori.

Martedì pomeriggio è rimasta per almeno due ore negli uffici del palazzo di giustizia, ascoltata dagli inquirenti, che volevano sapere da lei tutto ciò che c’era da sapere sul contratto tra comune e Viterbo Ambiente per il servizio di nettezza urbana, raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani.

L’appalto alla ditta, del valore di circa 50 milioni di euro per sei anni, è finito sotto la lente degli investigatori per la valanga di disservizi, lamentati a più riprese dai cittadini. 

Ma a fronte di un lavoro tutt’altro che a regola d’arte, Viterbo Ambiente è accusata di aver prosciugato le casse comunali, avendo il coraggio di chiedere persino più del dovuto, quando diversi servizi previsti dal capitolato d’appalto non venivano garantiti o solo a singhiozzo. Due esempi su tutti: la pulitura delle strade con le spazzatrici automatiche e lo svuotamento delle caditoie. Il pm Massimiliano Siddi ritiene che le agevolazioni alla ditta siano state possibili grazie all’aiuto del dirigente comunale Ernesto Dello Vicario, accusato di avere un ruolo predominante nell’associazione a delinquere contestata dal magistrato.

Ma Dello Vicario, attualmente, è uno dei pochi tornati in libertà, con la sola sospensione dal settore ambiente e nettezza urbana, di cui non potrà occuparsi finché non avrà chiarito la sua posizione. Il dirigente, tornato al lavoro in questi giorni, è stato assegnato ad altri uffici. Dei nove arrestati, si è visto revocare i domiciliari anche Carlo Rosario Noto La Diega, presidente del cda di Viterbo Ambiente e governatore del Rotary. 

Il secondo filone, riguardante gli impianti di Casale Bussi, verte invece sulla produzione di combustibile da rifiuto che, a Viterbo, risultava nettamente inferiore alle quantità prestabilite. I compensi, però, erano esattamente gli stessi. Succedeva, quindi, che a parità di tariffe intascate da Ecologia Viterbo, l’impianto di trattamento meccanico biologico di Casale Bussi produceva meno combustibile da rifiuto e meno frazione organica stabilizzata delle quantità stabilite dalla Regione Lazio. Risultato: una presunta frode da milioni di euro.


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11 giugno, 2015

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