--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Fabrica di Roma - Il sindaco Mario Scarnati contro la Regione, la Asl e la ditta dei potabilizzatori

“Arsenico, andrò in procura e all’antimafia”

Condividi la notizia:

Mario Scarnati

Mario Scarnati 

Fabrica di Roma – “Arsenico, andrò in procura e all’antimafia”.

Ha preparato un dossier ed entro una settimana andrà in procura. Il sindaco di Fabrica di Roma Mario Scarnati vuole vederci chiaro sul problema dell’acqua perché, di mezzo, c’è la salute dei cittadini e come responsabile della sanità locale vuole dare certezze.

E’ pronto a dare battaglia su una serie di questioni che per lui non vanno.

“Ho terminato un dossier sui dearsenificatori – dice Scarnati – perché la Regione ha speso milioni di euro e nessuno ha mai il coraggio di parlarne. Si preoccupano tutti dell’acqua pubblica, ma il vero problema della nostra provincia e di gran parte del Lazio, in particolare il Frusinate, è che ci sono stati forniti impianti, pagati 350mila euro l’uno, che funzionano male.

Nel senso che a volte esce l’acqua buona e a volte no. Noi sindaci, ogni due volte al mese, siamo costretti ad aspettare le analisi della Asl per dire ai nostri cittadini se è possibile bere o no”.

Ancor più grave della spesa per i potabilizzatori, per Scarnati, c’è altro. “La Regione ha acquistato dearsenificatori che non vanno e la stessa Regione chiede ai Comuni di farsene carico entro il 31 dicembre, ma non voglio prendermi la responsabilità di qualcosa che non funziona. La Asl poi fa le analisi e ci manda i risultati con una quindicina di giorni di ritardo, io come primo cittadino devo occuparmi della sanità locale: due giorni fa ho ricevuto le analisi del 2 luglio in cui mi si diceva che l’acqua era potabile. Ora però siamo al 29 e mi domando se oggi il risultato sarà lo stesso. Non me la sento dunque di fare un’ordinanza di potabilità, perché potrebbe non essere così.

Come ente, ho speso soldi per far fare le analisi privatamente, rivolgendomi all’Unitus, ma la legge mi dice che non sono valide e che non mi posso basare su quelle. I dearsenificatori che sono costati tantissimo non funzionano e la Asl non è organizzata. Io, però, devo dare certezze ai miei cittadini”.

Scarnati vuole richiamare l’attenzione su questo problema. “I partiti si sono sempre preoccupati dell’acqua pubblica perché fa notizia”. Nessuno è escluso dalla sua lista. “Nemmeno M5s, che va spesso in giro per la provincia coi suoi massimi esponenti a mostrare le proprie battaglie, ha mai considerato la questione dell’arsenico. Siamo di fronte a un problema di salute, perché se è vero che porta il cancro, non possiamo permetterci di scherzare”.

Scarnati è deciso ad andare fino in fondo. “Andrò in procura e all’antimafia. Ma non solo, farò anche una denuncia alla Comunità europea per dire che l’Italia, e in particolare la provincia di Viterbo, non rispetta le direttive, visto che c’è ancora arsenico nell’acqua. Entro massimo una settimana andrò in Procura, sui giornali e sulle televisioni. Solo a Fabrica hanno speso un milione e mezzo di euro per i dearsenificatori che non funzionano e questo mi fa pensare che ci sia qualcosa sotto. Quanto hanno speso nel Lazio e chi è la ditta che ha vinto l’appalto? Chi c’è dietro le casette dell’acqua e perché la Asl ha questi ritardi nel fornire i risultati le analisi. Troppi interrogativi che voglio vedere chiariti perché per me questo è uno scandalo nazionale.

Prima di arrivare a questo, avevo già fatto una lettera protocollata e indirizzata alla Prefettura, alla Regione, alla ditta dei dearsenificatori e alla Asl. Non ho mai avuto risposta. Ora consegnerò tutto alla procura. A Fabrica – conclude – quindici giorni fa l’acqua era potabile, ma due settimane prima non lo era. Di conseguenza, non me la sento di fare un’ordinanza di potabilità. La gente rischia la propria salute e nessuno fa nulla”.


Condividi la notizia:
29 luglio, 2015

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR