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Capranica - Polizia - Continuano le indagini

Cadavere vicino ai binari, ascoltati 80 macchinisti

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Un treno

Un treno 

Capranica – Più di ottanta macchinisti del treno ascoltati dalla polfer, per saperne di più sulla morte del cinquantenne tedesco, trovato cadavere un mese fa, vicino alla stazione di Capranica.

Nessuno ha visto niente. Nessuno ha notato nulla di strano. Nessuno lo cerca.

L’uomo trovato senza vita l’11 giugno scorso, a due chilometri dalla stazione, sembra come essersi materializzato dal nulla. 

Inizialmente gli agenti della squadra mobile battevano la pista dell’omicidio. A spingerli su quella via erano state le ferite alla testa, ritenute mortali a una prima occhiata.

In realtà, l’autopsia ha confermato che si trattava di semplici ferite superficiali. La causa della morte sta nell’emorragia interna, causata da una vena che è stata recisa probabilmente da un forte colpo dietro la schiena. Per questo l’attenzione di inquirenti e investigatori si è spostata successivamente sull’incidente ferroviario.

L’ipotesi sarebbe quella di un urto quasi di striscio. Se il convoglio lo avesse preso in pieno, l’uomo sarebbe stato schiacciato e sfigurato al punto da essere irriconoscibile. Più plausibile che sia stato colpito e sbalzato a metri di distanza dai binari. Ma nessuno dei macchinisti ascoltati dalla polizia ferroviaria si è accorto di nulla.

Altre indagini continuano sul fronte dell’identificazione del corpo. 

Gli inquirenti sono ancora in attesa di conferme da parte della diplomazia estera.

Le impronte del cadavere coincidono con quelle di un uomo fermato a Roma dalle forze dell’ordine agli inizi di giugno. Vagava come smarrito. Diceva di voler andare al Vaticano, di chiamarsi R.W. e di provenire dalla Germania. Ma non aveva alcun documento con se.

Notizie su R.W. sono state chieste tanto all’ambasciata tedesca, quanto a quella austriaca, perché c’è il dubbio che risiedesse in Austria. Per ora, sulle generalità fornite dall’uomo, non c’è ancora certezza.


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12 luglio, 2015

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