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La seviziava sbattendole la testa sul muro…

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Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione [4]

Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione 

Viterbo – La seviziava sbattendole la testa sul muro.

Mesi di violenze, frustrazioni e umiliazioni di ogni genere. E ancora minacce di morte con la pistola infilata in bocca, schiaffi e pugni. Era addirittura arrivato a romperle un braccio.

L’ha anche cosparsa di alcol e con un accendino le ha detto che le avrebbe dato fuoco. L’ha picchiata violentemente, sbattendole la testa sul muro e l’ha umiliata abusando di lei, nuda con un assorbente sporco che le aveva messo in bocca.

Accecato dalla gelosia l’ha resa prigioniera in casa impedendole di uscire. Per le storie passate e per presunti tradimenti durante la loro relazione.

Una escalation di brutalità che, a fine maggio scorso, ha portato una ragazza, vittima di un 29enne viterbese, a rivolgersi alla squadra mobile di Viterbo, coordinata dal Fabio Zampaglione.

I poliziotti hanno portato avanti un’attenta indagine, in stretta collaborazione con il pm Chiara Capezzuto, arrivando a rintracciare, nella notte tra venerdì e sabato, il giovane, che ora si trova ai domiciliari [5] dopo un provvedimento emesso dal gip Francesco Rigato su richiesta della procura.

Le attività sono scaturite, nel momento in cui, la giovane, superato ogni timore, ha deciso di raccontare agli agenti le brutali violenze subite per mesi. Una convivenza, da dicembre dello scorso anno fino a maggio, che si era trasformata in un vero e proprio inferno, con il 29enne che l’ha sottoposta a qualsiasi tipo di vessazione, psicologica e fisica, per una maniacale forma di gelosia.

Botte e umiliazioni per costringerla a dirgli i nomi degli uomini con cui aveva avuto delle relazioni in passato. E quelli dei presunti amanti attuali.

Una gelosia irrefrenabile per cui la picchiava sbattendole la testa al muro. In un’occasione le ha infilato la pistola in bocca, armandola, e un’altra, invece, l’ha cosparsa di alcol, inseguendola per casa con un accendino, minacciando di darle fuoco.

Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso, secondo gli agenti, è stata quando l’ha segregata in casa, poi l’ha spogliata e le ha nascosto i vestiti per non farla uscire. Dopo l’ha presa con la violenza e mettendole l’assorbente sporco in bocca, l’ha portata davanti allo specchio per farle vedere, coi suoi occhi, le umiliazioni a cui era sottoposta. E, in quelle condizioni, da quanto ricostruito, l’avrebbe anche seviziata ripetutamente. Brutalmente.

Straziata, la giovane si è rivolta agli agenti che hanno lavorato per mesi. Hanno ascoltato alcune persone e ricostruito le violenze, anche grazie ad alcune immagini della ragazza, che mostravano le ferite, i lividi e le tumefazioni in volto. Tristi segni delle violenze messe in atto da quello che era il suo uomo.

Le indagini sono culminate con l’arresto del giovane 29enne, che, nel frattempo, aveva anche iniziato una relazione con una nuova donna. Ora dovrà scontare i domiciliari per pestaggi, violenza sessuale e privata.


Minaccia di ucciderla puntandole la pistola in bocca [5]


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