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Viterbo - Il rettore dell'Università della Tuscia, Alessandro Ruggieri, presenta il nuovo corso di laurea

“Beni culturali, una fiamma che dobbiamo tenere accesa”

Gabriella Ciampi e Alessandro Ruggieri

Gabriella Ciampi e Alessandro Ruggieri

Università della Tuscia - Il rettore Alessandro Ruggieri

Università della Tuscia – Il rettore Alessandro Ruggieri

Università della Tuscia - Beni culturali - Gabriella Ciampi

Università della Tuscia – Beni culturali – Gabriella Ciampi

Università della Tuscia - I docenti del corso in Beni culturali

Università della Tuscia – I docenti del corso in Beni culturali

Università della Tuscia - Beni culturali - Ulderico Santamaria

Università della Tuscia – Beni culturali – Ulderico Santamaria

Università della Tuscia - Beni culturali - Patrizia Mania

Università della Tuscia – Beni culturali – Patrizia Mania

Università della Tuscia - Beni culturali - Gian Maria Di Nocera

Università della Tuscia – Beni culturali – Gian Maria Di Nocera

Università della Tuscia - Beni culturali - Laura Pelosi

Università della Tuscia – Beni culturali – Laura Pelosi

Università della Tuscia - La presentazione del corso in Beni culturali

Università della Tuscia – La presentazione del corso in Beni culturali

Viterbo – (r.s.) – “Il dipartimento di Beni culturali è una fiamma che dobbiamo tenere accesa”.

Presentato questa mattina, al rettorato di Santa Maria in Gradi, il dipartimento di Beni culturali dell’università della Tuscia. Il rettore Alessandro Ruggieri e la direttrice del dipartimento Gabriella Ciampi hanno illustrato l’attività formativa e i nuovi corsi del cosiddetto dipartimento Disbec.

“Ci siamo bloccati per cinque anni – ha sottolineato Ruggieri – e ora, dopo tutto questo tempo, auspico che ci sia un rilancio. Se così dovesse essere, sarò il primo a essere contento”.

Il dipartimento di Beni culturali garantisce una formazione nell’ambito storico, artistico e archeologico e di conservazione e restauro dei beni culturali. Una formazione che si svolgerà, in gran parte, in laboratori e sul campo.

“Il primo agosto sono state aperte le iscrizioni – ricorda Ruggieri -. L’11, il 14 e il 15 settembre ci saranno invece gli open days, giornate aperte a studenti e famiglie che potranno conoscere meglio l’ateneo. Questi sono appuntamenti importanti perché il successo o meno del corso sarà decretato solo dal riscontro che avrà nei ragazzi e nelle imprese”.

E a poco più di un mese dall’apertura delle iscrizioni, il risultato è già positivo.

“Il numero di iscritti di quest’anno è già superiore a quello degli scorsi anni – ha sottolineato la dottoressa Laura Pelosi, responsabile dell’orientamento -. Questo fa piacere perché fa capire la forte attrattiva che i Beni culturali ancora hanno”.

L’offerta didattica del Disbec prevede una prima formazione triennale che porta alla laurea, seguita da un biennio di approfondimento al termine del quale si ottiene la magistrale.

Si inizia così con il corso in “Scienze dei beni culturali”, diretto dal professor Gian Maria Di Nocera. “I laureati di questo corso avranno una formazione di base a carattere interdisciplinare – spiega Di Nocera -. Li istruiremo alla storia, alla conservazione e alla valorizzazione dei beni storici, artistici e archeologici”.

Terminata la triennale, l’ateneo offre la possibilità di proseguire gli studi con il corso di laurea magistrale in “Archeologia e storia dell’arte”.

“Il corso si struttura in due percorsi – spiega la professoressa Patrizia Mania -: quello archeologico e quello storico-artistico”.

Il corso di laurea magistrale è riservato allo studio delle vicende storico-artistiche e a quelle della tutela e valorizzazione delle opere d’arte. “Abbiamo voluto affiancare al nome ‘Archeologia e storia dell’arte’ il sottotitolo ‘Tutela e valorizzazione’ – spiega Mania – perché il mondo del lavoro di oggi è sempre più orientato alla collaborazione tra storici dell’arte, conservatori, scienziati e restauratori. Ciò garantirà una corretta metodologia di intervento nell’azione di tutela del patrimonio storico-artistico”.

Accanto al corso triennale e a quello magistrale, si aggiunge quello a ciclo unico in “Conservazione e restauro dei beni culturali”, diretto dal professor Ulderico Santamaria. “Cercheremo di costruire nei diplomati – spiega Santamaria – l’inclinazione alla ricerca e alla sperimentazione, insegnandogli il rispetto e la cura dell’ambiente e dei beni culturali, in vista della loro trasmissione al futuro”.

Il dipartimento di Beni culturali e l’università della Tuscia sono realtà importanti anche per la valorizzazione delle ricchezze e bellezze del territorio.

“Il Disbec è una fiamma che dobbiamo tenere accesa – conclude il rettore Ruggieri -. E per farlo è importante la presenza dell’università nelle manifestazioni cittadine e non solo. Dobbiamo divulgare la cultura. Per questo nel fine settimana parteciperemo anche al Festival degli etruschi, per aprire le porte a chi non conosce le ricchezze e bellezze del territorio”.

7 settembre, 2015

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