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Coldiretti - Lo scopo è la lotta alla criminalità organizzata nel settore agroalimentare

Nutrire la legalità, al via il progetto

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Ermanno Mazzetti

Ermanno Mazzetti 

Giacomo Barelli

Giacomo Barelli 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il progetto presentato dal comune di Viterbo ideatore e il capofila del progetto insieme con la Coldiretti di Viterbo e finanziato dall’Arsial farà la sua prima uscita e sarà illustrato ad Expo il 15 settembre.

La Coldiretti di Viterbo infatti, con il direttore Mazzetti, porterà il progetto in occasione dell’assemblea nazionale.

Scopo del progetto è approfondire e contribuire a diffondere la cultura della legalità, intesa sia come lotta alla criminalità organizzata nel settore agroalimentare, sia come percorso educativo/formativo rivolto ai consumatori che come percorso di promozionale/divulgativo delle progettualità calate sui terreni e beni confiscati alla criminalità organizzata dell’autentico “made in Italy”.

Promuovere la buona agricoltura significa “alimentare” la massa e la coscienza critica di produttori e le iniziative che con il presente progetto saranno attuate mirano a realizzare efficaci forme di difesa del consumatore e di contrasto della circolazione di prodotti non conformi agli standard di qualità e di sicurezza.

La contraffazione dei prodotti agrolimentari, infatti, è una grande minaccia per l’economia, la società e la salute dei consumatori. Una lotta che da sempre Coldiretti porta avanti per tutelare le nostre aziende e i consumatori.

Non solo, ma il ruolo di Coldiretti Viterbo in questo progetto assume un valore aggiunto importante in quanto Coldiretti ha istituito l”’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare” che opera anche attraverso il Comitato Scientifico appositamente istituito, presieduto dall’ex procuratore generale antimafia Giancarlo Caselli.

Il progetto poi prevede una serie di azioni che verranno svolte sul territorio, soprattutto informative, con la campagna “dal Km zero al Km buono” per i consumatori; per far conoscere le aziende anche locali che operano sui terreni confiscati alla mafia; di incontri e di produzione di materiali utili per diffondere le buone pratiche di agricoltura e aiutare i consumatori ad orientarsi negli acquisti puntando sul vero made in Italy.

“Favorire la conoscenza delle pratiche illecite, attraverso appositi percorsi educativi/formativi, costituisce un valido scudo all’espansione del mercato del falso e delle azioni criminali oltre che configurarsi quale valido sostegno allo sviluppo delle buone pratiche in agricoltura” ha dichiarato il Direttore Mazzetti.

“Investire su questo tipo di azioni circa la diffusione della legalità anche in campo agroalimentare è per il comune di Viterbo, oltre che un dovere etico, la traduzione di principi e finalità istituzionali quali sono la promozione e la crescita del territorio, nonchè la tutela della salute pubblica e della comunità e dei cittadini che rappresenta” ha affermato l’assessore Barelli promotore del progetto.

Coldiretti Viterbo


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14 settembre, 2015

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