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Castiglione in Teverina - No del riesame alla scarcerazione

Violenza sessuale su ventenne, carabiniere resta ai domiciliari

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La caserma dei carabinieri di Castiglione in Teverina

La caserma dei carabinieri di Castiglione in Teverina 

Castiglione in Teverina – Niente da fare, almeno per ora: il carabiniere arrestato per violenza sessuale resta ai domiciliari.

Così ha deciso il tribunale del Riesame di Roma sul brigadiere di Castiglione in Teverina G.O., arrestato il mese scorso.

Il militare risponde di accuse pesanti: stalking, violenza sessuale, abuso d’ufficio e rivelazione di segreti d’ufficio.

Solo per quest’ultimo reato il Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare. Per tutte le altre accuse ha ritenuto di dover mantenere la misura degli arresti domiciliari. 

Il suo avvocato Angelo Di Silvio valuterà l’eventualità di un ricorso in Cassazione. Ma intanto sembrerebbe che la procura, nella persona del pm Franco Pacifici, si sia già mossa con una richiesta di giudizio immediato. Una scelta sempre possibile quando l’indagato è agli arresti. E possibile anche quando la magistratura si ritiene più che sicura delle prove raccolte.

Gli abusi, secondo le indagini, sarebbero stati commessi su un ragazzo poco più che ventenne, che ha sporto denuncia per fatti iniziati nel 2011. Ai carabinieri ha raccontato di una valanga di sms e telefonate per ottenere incontri intimi. Ma anche convocazioni in caserma con pretesti di ogni tipo e al di fuori da qualunque motivazione ufficiale o di servizio (da qui, l’accusa di abuso d’ufficio per avere, secondo gli inquirenti, approfittato del suo ruolo di militare dell’Arma per incutere timore nel giovane).

Quattro anni di violenze, secondo gli investigatori, avvenute anche dentro le camerate della caserma di Castiglione, dove G.O. prestava servizio.

All’interrogatorio di garanzia, rispondendo alle domande del gip, aveva respinto ogni addebito. Soprattutto quello di violenza sessuale.

Il giudice aveva respinto la richiesta di revoca dei domiciliari della difesa. Da qui la decisione di ricorrere al Riesame che ha confermato il quadro accusatorio. 


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9 settembre, 2015

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