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Autobus stracolmo, gli studenti restano fuori da scuola

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Cotral [4]

Un bus Cotral 

Viterbo – La saga del disservizio continua.

Dopo la protesta dei genitori per la ressa quotidiana [5] per il pullman, ieri mattina alcuni studenti sono rimasti fuori da scuola. Motivo: il ritardo del bus. Ritardo dovuto non a scarsa puntualità, ma alla prudenza dell’autista. 

L’autobus era stracolmo. Così pieno che il conducente non se l’è sentita di proseguire la marcia: si è fermato, ha aspettato la corsa successiva per distribuire la folla di passeggeri tra i due bus e solo a quel punto è ripartito. Ma per molti studenti era già tardi e più di qualcuno non è stato fatto entrare.

Quindi? Quindi la situazione è sempre la stessa: autobus come carri bestiame in cui si viaggia ammassati e oltre la capienza massima. 

Per lo stesso motivo, una mamma avvocato, Floriana Clementi, ha scritto una lettera alla Cotral per ottenere una corsa in più all’uscita da scuola. Per riuscire a prendere l’autobus che parte da Riello alle 13,08, infatti, ogni giorno si rischia la rissa tra viale Diaz e via Vico Squarano.

Solo i più fortunati riescono nell’impresa di vincere un posto in piedi schiacciati tra i compagni. Gli altri restano a piedi, pur avendo diritto a un servizio che gli costa 150 euro per nove mesi di scuola.

L’avvocato Clementi ha scritto già tre lettere a nome suo e di altri genitori. Già una ventina hanno aderito alle richieste del legale: il ripristino della vecchia corsa bis che si aggiungeva al bus delle 13,10 e l’aggiunta di una nuova corsa, per distribuire i passeggeri. Se la Cotral non collabora, i genitori promettono come minimo una disdetta di massa degli abbonamenti.

Per ora, l’azienda non ha risposto né pubblicamente né privatamente alla lettera del legale e ai tanti genitori che si sono associati alla protesta. “Se questo silenzio continua, siamo pronti a ricorrere alle vie legali”, afferma l’avvocato Clementi, che già nei giorni scorsi aveva annunciato richieste di risarcimento danni e di rimborso del prezzo degli abbonamenti per un servizio non sempre garantito e non sicuro.

“Tanti genitori mi hanno fermato persino per strada per raccontarmi le peripezie dei figli – dichiara l’avvocato -. So di ragazzi che, per cercare di evitare la zuffa all’uscita per accaparrarsi un posto, hanno provato a chiedere ai professori di andare via cinque minuti prima. Gli è stato detto di no per non creare destabilizzazioni degli orari. Assolutamente comprensibile, dal punto di vista della scuola. Ma resta il fatto che, in tanti, a prendere quel bus non ce la fanno e rischiano anche di farsi male seriamente”. 


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