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Viterbo - Bancarotta Perfidia - L'avvocato di Chicco Moltoni, Samuele De Santis, dopo la chiusura dell'inchiesta

“Dimostreremo di essere parte offesa”

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Chicco Moltoni

Chicco Moltoni

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis 

Viterbo – “Dimostreremo di essere parte offesa”.

Difesa al contrattacco. Il prossimo 16 novembre Chicco Moltoni si farà interrogare per chiarire ogni aspetto dell’inchiesta che lo vede indagato per bancarotta fraudolenta: il crac della “Piano Alto srl”. Un fallimento da più di un milione e 800mila euro datato 2012, con strascichi penali dilungatisi fino ad ora, seppur nel silenzio di un’inchiesta durata tre anni. 

“Riteniamo singolare la pubblicazione di una notizia di un procedimento che risale a oramai più di quattro anni fa proprio in queste ore, prima del dibattito politico che vede il mio assistito al centro di una querelle che non ha nulla a che fare con il procedimento in corso – dichiara l’avvocato di Moltoni, Samuele De Santis -. Comunque a più riprese abbiamo cercato di partecipare al procedimento di cui ad oggi si badi sono concluse solo le indagini preliminari, senza allo stato alcun rinvio a giudizio”.

La “querelle” di cui parla il difensore di Moltoni riguarda un altro famoso crac: quello del Cev, la società partecipata multiservizi del comune di Viterbo. Moltoni, attualmente consigliere comunale, era stato condannato a risarcire Palazzo dei Priori insieme a parte dell’ex giunta Gabbianelli. Condanne in primo grado e in appello (con riduzioni degli importi stabiliti nella prima sentenza) della Corte dei conti per danno erariale e, adesso, il rigetto dei ricorsi in Cassazione, che vuol dire una sola cosa: sentenza definitiva e 80mila euro (la cifra inflitta a Moltoni) da pagare. Con la pesante ombra del decadimento dalla carica di consigliere comunale che incombe.

La vicenda del Perfidia, invece, è emersa solo giorni fa, dopo la notifica della chiusura di un’inchiesta che andava avanti dal 2012.

“Abbiamo depositato nei giorni scorsi una copiosa opposizione all’archiviazione nei confronti di soggetti da noi stessi denunciati per le questioni che attengono alla gestione dell’ex discoteca Perfidia, per la quale Moltoni dimostrerà di essere lui stesso persona offesa – continua De Santis -. Lo faremo in un sereno confronto che abbiamo chiesto noi e che avverrà nei prossimi giorni quando Moltoni, momentaneamente all’estero, rientrerà e avrà tutto l’interesse e la tranquillità di spiegare molte situazioni che, almeno per il nostro punto di vista, sono state del tutto pretermesse dalle indagini sinora svolte. Daremo ogni contributo per far luce su questa vicenda confidando nel giusto operato dell’autorità inquirente”.


Bancarotta milionaria, Moltoni indagato


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30 ottobre, 2015

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