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Ronciglione - Lo spettacolo è in programma sabato 17 ottobre alle 21

“L’importanza di essere Felice” in scena al teatro Petrolini

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Il teatro Ettore Petrolini di Ronciglione

Il teatro Ettore Petrolini di Ronciglione 

Ronciglione – La giovane compagnia di Chiara Bonome presenterà, sabato 17 ottobre alle 21, al teatro Ettore Petrolini di Ronciglione, all’interno dell’istituzione progetto teatro Ronciglione, il suo “L’importanza di essere Felice”, libera rivisitazione in chiave moderna del celebre classico “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde.

“Con l’ambivalenza aggettivo/nome proprio Felice – spiega la regista – si è voluto rendere nella nostra lingua il difficile calembour inglese Earnest/onest, giocando sul concetto di felicità così vicino a Wilde, approfittando per ricordare, nel rispetto del grande classico, l’importanza della felicità stessa, mantenendo la vicenda della brillante commedia nella sua viva attualità, sottolineata dai rapporti fra i personaggi, dall’ambiguità dei sentimenti e dai conflitti interiori, parti integranti della formazione e maturazione dell’individuo, elemento centrale dell’epoca, e trasponendo le tematiche sociali della upper class dell’epoca vittoriana in quelle della società contemporanea, in un’iperbolica follia che porta i protagonisti a far ruotare il proprio significato attorno a un significante e i contenuti attorno a una forma, nel gioco di una comunicazione apparentemente superficiale che si rivela, in realtà, lacerante agli occhi di chi guarda”.

Wilde rende così la felicità un perno di analisi umana e umanistica in tutto il suo operato: non è forse felice il Principe ridotto a statua dilaniata per cercare di diffondere felicità di “The Happy Prince”? Non tratta della felicità il caso letterario “Divagazioni sulla felicità”, a lui attribuito? Ecco perché Ernesto, Onesto, Franco, nella messa in scena per la regia di Chiara Bonome, diventa Felice: per una traduzione che rispetti la comicità dell’intreccio e la filosofia wildiana, al passo, costante, con i tempi di una modernità che non dimentica il passato che la costituisce, pur nella consapevolezza di diventare presto costituente di un prossimo futuro.

Lo spettacolo vuole riproporre la brillante commedia dell’autore inglese mettendo a fuoco la centralità del contrasto tra apparenza ed essenza, sottolineando quanto i confini tra le due componenti dell’uomo siano labili ma determinanti e, spesso, determinate da logiche opinabili ma straordinariamente umane.


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5 ottobre, 2015

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