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Acquapendente - Tentato omicidio - Parla il settantenne investito due anni fa

“La macchina veniva contro di me”

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L'avvocato Vincenzo Dionisi

L’avvocato Vincenzo Dionisi 

Acquapendente – “Ho visto che la macchina veniva contro di me. Una frazione di secondo. Hanno cercato di scansarmi, ma mi ha colpito al fianco. Poi non ricordo più nulla”.

Santino Giuliani è vivo per miracolo, dopo essere stato travolto da una macchina il 29 giugno 2013. Al volante c’era Enrico Ranucci, 67 anni, originario di Grotte di Castro, mentre la vittima è un settantenne di Acquapendente. Dopo l’arresto e un divieto di avvicinamento a Giuliani mantenuto per due anni, Ranucci è alla sbarra per tentato omicidio. 

Il processo è entrato nel vivo ieri, con l’ascolto dei primi testimoni, tra cui la vittima, costituita parte civile: quel giorno, passava a piedi per una stradina comunale in località Ponte San Biagio, 8,30 del mattino. Giuliani, che era con altre due persone, ha fatto appena in tempo a sentire il rumore di un’auto in avvicinamento che accelerava. Alla guida ha visto Ranucci, ma è stato un attimo: quando gli chiedono se ha visto l’automobilista puntarlo, risponde che spera di no.

Per un altro dei testimoni ascoltati ieri, entrambi presenti al momento dell’incidente, Ranucci puntava proprio verso di loro ed è un miracolo che abbia colpito solo Giuliani e non anche la sua macchina o un’altra delle persone presenti. 

La convalescenza di Giuliani è durata almeno sette mesi, tra vertebre rotte, ferite a una gamba, la protesi all’aorta spostata dall’auto con la macchina, per un totale di altre due operazioni e un lungo periodo sulla sedia a rotelle.

Enrico Ranucci viene arrestato il giorno dopo. Lascia la macchina e scappa a piedi. Per il suo avvocato Vincenzo Dionisi stava andando a costituirsi alla caserma dei carabinieri, ma fanno prima loro a raggiungerlo in macchina.

La difesa sostiene che si sia trattato di un semplice incidente: Giuliani stava andando a prendere la macchina, parcheggiata su strada, con la parte dietro un po’ sporgente, che finiva per almeno venti centimetri sulla carreggiata. La vittima, secondo i testimoni, si trovava all’altezza della parte posteriore dell’auto, appena prima di riuscire ad aprire lo sportello, quando Ranucci è arrivato con l’auto e lo ha colpito. 

Per la difesa, insomma, è possibile che Giuliani sia stato colpito per una pura fatalità, trovandosi ai margini della corsia percorsa da Ranucci.

I carabinieri, invece, ritenevano che le vecchie ruggini tra i due per questioni di terreni costituissero un movente più che valido per un tentato omicidio. Proprio uno dei carabinieri intervenuti sarà tra i prossimi testimoni a marzo.


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9 ottobre, 2015

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