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Viterbo - Comune - Il capogruppo Pd Serra scrive ai consiglieri rimettendo il mandato e stronca l'amministrazione Michelini - Incapace pure di portare avanti l'ordinaria amministrazione

“Mi dimetto? Decidete voi…”

di Giuseppe Ferlicca

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Francesco Serra e Leonardo Michelini fuori dal Pd

Francesco Serra e Leonardo Michelini fuori dal Pd 

Viterbo – “Che faccio, mi dimetto?”.

Partito democratico a un bivio in comune. Il capogruppo Francesco Serra medita di lasciare l’incarico. Come notizia non è fresca. Anzi, scaduta e pure da parecchio.

Che Serra a più riprese abbia manifestato l’intenzione di mollare è noto. Pur non facendo mancare il sostegno all’amministrazione Michelini, è sempre stato critico.

Sperando in un segnale che finora non s’è visto, per stessa ammissione del capogruppo Democratico. La novità sta in una lettera che Serra ha scritto una lettera ai suoi colleghi di partito, in cui rimette a loro il suo mandato.

Una riflessione dura sull’operato a palazzo dei Priori che si chiude in modo inequivocabile.

“Non posso che esternarvi in questa forma, perché sia evidente – chiude la lunga lettera, Serra – la difficoltà di onorare l’impegno assunto in questa condizione, ed è una riflessione che affido alla vostra valutazione complessiva, perché nel proseguire o meno questo impegno, ritengo comunque assolutamente non marginale il vostro parere, qualunque sia l’esito”.

Riflessione a tratti amara sull’esperienza Michelini in comune e il ruolo di capogruppo.

“Un peso e una responsabilità – scrive Serra – che mi paiono oltremodo gravosi, se guardo oltretutto al modo con cui finora abbiamo, e mi permetto di sottolineare io più di tutti forse, assecondato il declinare di questa nostra esperienza verso l’ordinaria e spicciola gestione dell’esistente, abbandonando ogni velleità di lasciare il segno e su questo oltretutto registrare gaffe, approssimazioni, scivoloni”.

Nonostante tutto, l’impegno e l’appoggio non sono mancati. Eppure: “Confesso che ho consumato tutta la fiducia che potevo – continua Serra – perché rivedo ancora oggi profilarsi questo scenario, nel logoramento evidente negli stessi lavoro del consiglio e nel continuo rimescolamento di sgabelli, poltrone e deleghe e nello stesso tempo, permanere la paralisi amministrativa, variamente ancora giustificata e proiettata verso responsabilità non politiche.

Sinceramente è una pratica, semmai fondata, che ritengo ormai non più utilizzabile a metà mandato”.

Analisi tanto lucida quanto impietosa, da superare, nella sostanza, persino la mozione di sfiducia firmato dall’opposizione.

Con queste premesse, se Serra fosse stato in minoranza, sarebbe la quattordicesima firma sotto il documento del centrodestra.

Giuseppe Ferlicca


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20 ottobre, 2015

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