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Palio di Ronciglione - Morte della cavalla Tiffany - Il coordinatore nazionale dei palii "smonta" il tracciato della gara - La difesa controbatte

“Con la pioggia non si doveva correre”

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La morte della cavalla Tiffany

La morte della cavalla Tiffany

La caduta della cavalla Tiffany

La caduta della cavalla Tiffany

Massimo Sangiorgi e Luciano Camilli

Massimo Sangiorgi e Luciano Camilli

Sangiorgi e Camilli con gli avvocati Luca Paoletti e Romano Pesciaroli

Sangiorgi e Camilli con gli avvocati Luca Paoletti e Romano Pesciaroli 

Ronciglione – Un percorso disarmonico, tra asfalto, sampietrini, poi di nuovo asfalto e senza terra a coprire il tracciato.

Walter Baldini, coordinatore nazionale dei palii equestri e consulente dei ministeri di Salute e Agricoltura, spara a zero sul percorso delle corse a vuoto del marzo 2011. L’ultima corsa: quella della morte della cavalla Tiffany, scivolata, schiantatasi contro uno dei divisori in piazza della Nave e morta ‘in diretta’, davanti a centinaia di spettatori. Una tragedia che ha decretato il lungo stop alla manifestazione.

Baldini era l’ultimo testimone dell’accusa al processo per maltrattamento degli animali all’ex sindaco Massimo Sangiorgi e al presidente della proloco Luciano Camilli. Consulente dell’Unire (Unione nazionale incremento razze equine), membro della commissione pubblico spettacolo e coordinatore di un nucleo di 32 tecnici specializzati in gare equestri, Baldini ha scritto lettere inflessibili al comune. “Doveva essere applicata l’ordinanza Martini del 2009 – ha spiegato ieri in aula, davanti al giudice Roberto Migno -. Non si poteva derogare: serviva un manto di terra a ricoprire il tracciato e servivano divisori ben fissati a terra e con imbottiture idonee ad attutire l’urto dei cavalli o a sorreggerne il peso. In più, in caso di pioggia, la gara andava annullata, perché in quel modo il percorso diventava pericolosissimo. E infatti più di un cavallo, Tiffany compresa, ha letteralmente pattinato sull’asfalto”. La commissione pubblico spettacolo aveva solo poteri consultivi: poteva consigliare il comune, ma non obbligarlo né tantomeno bloccare la manifestazione, anche se ritenuta non conforme ai suoi standard.

A piovere sul serio, in realtà, ha cominciato dopo l’incidente a Tiffany, dice il veterinario Stefano Belli, della commissione comunale di vigilanza, primo testimone della difesa, che ha sottolineato come i cavalli siano stati seguiti e controllati anche fin dentro ai box, ai nastri di partenza, un secondo prima che il mossiere desse il via ad abbassare il canapo. “Era stato studiato un tipo di ferratura adattabile a più fondi diversi”, ha illustrato il veterinario, scendendo anche nel dettaglio della normativa seguita: la deroga regionale del 2008 a ricoprire il percorso di terra, “protetta” anche da una sentenza del Tar.

L’altro testimone Bruno Pastorelli, del Centro ricerche e studi di Ronciglione, è autore di una ricerca sulla storia della corsa ronciglionese, scritta a quattro mani con lo storico Flaviano Feliciano Fabbri: “Il palio si corre dal 1648, importato da Roma, dove cavalli, prostitute ed ebrei venivano fatti correre da piazza del Popolo fino alla cosiddetta via della Ripresa. Si è fermato solo in occasione della seconda guerra mondiale e della guerra in Iraq. E’ fuori da ogni dubbio che si tratti a tutti gli effetti di una manifestazione storica”.


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30 ottobre, 2015

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