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Viterbo - Comune - L'appello di Maria Nicoletta Gaida, presidente Ara Pacis Initiative, affinché venga riconosciuta la cittadinanza onoraria al prigioniero politico siriano

“Salviamo la vita a Bassel Khartabil”

Syriaza - La manifestazione a piazza del Comune

Syriaza – La manifestazione a piazza del Comune 

Syriaza - La manifestazione a piazza del Comune

Syriaza – La manifestazione a piazza del Comune 

Syriaza - La manifestazione a piazza del Comune

Syriaza – La manifestazione a piazza del Comune 

Syriaza - La manifestazione a piazza del Comune - Il sindaco Michelini

Syriaza – La manifestazione a piazza del Comune – Il sindaco Michelini 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo –  Gentile sindaco Michelini, desidero ringraziarla pubblicamente per l’accoglienza discreta e calorosa che lei e la la sua città avete riservato quest’estate ai protagonisti di Syriaza – progetto di peace-building incentrato sulla raccolta, archiviazione e disseminazione di racconti e di testimonianze siriane, promosso dall’Ara Pacis Initiative, con il sostegno del ministero degli Affari esteri.

Viterbo si è rivelata una scelta perfetta per la realizzazione della prima fase del progetto, sia per la somiglianza con l’antica Damasco sia per l’accoglienza distaccata e al tempo stesso affettiva dei viterbesi –atteggiamento che ha permesso a tutti di sentirsi a casa propria.

Per assicurare continuità all’iniziativa e ai proficui rapporti instaurati con la città, quest’estate abbiamo avuto il piacere di sottoporre alla sua attenzione un programma articolato in piu’ momenti teso a focalizzare l’attenzione sui valori della libertà di espressione e della democrazia e a far conoscere Viterbo per la sua secolare tradizione di indipendenza e di rifugio per il libero pensiero.

Tra i punti della proposta, da lei accolti con favore, vi era il conferimento della cittadinanza onoraria all’ingegnere elettronico siriano Bassel Khartabil, prigioniero di opinione in Siria conosciuto per il suo attivismo pacifista, per la lotta contro il settarismo e la violenza e per la sua indefessa attivita di difesa della libertà di espressione e dei diritti umani. Per la liberazione di Bassel, amico e collega del gruppo Syriaza , menzionato dalla rivista Americana Foreign Policy fra i 100 Leader Globali del Futuro, si sono attivate le maggiori personalita’ della Silicon Valley, il Parlamento Europeo e le Nazioni Unite.

La situazione in Siria peggiora di giorno in giorno e lo scorso 3 ottobre, Bassel è stato trasferito in luogo ignoto senza alcuna spiegazione né giustificazione. La famiglia non ha notizie. Non sa nemmeno se è vivo o morto.

Per questo ci preme rilanciare oggi, con urgenza, sia la proposta del conferimento della cittadinanza onoraria a Bassel Khartabil, che potrebbe contribuire a salvargli la vita, sia la proposta di far aderire Viterbo all’ International Cities of Refuge Network Icorn-Rete Internazionale di Città Rifugio – rete che si propone di sviluppare poli di solidarietà nel mondo e di sostenere i valori della democrazia mettendo a disposizione di artisti e scrittori in pericolo e ostacolati nella loro libertà di espressione, l’ospitalità per un anno ed una borsa di studio agevolandone la loro integrazione nel territorio ospite. La rete delle citta’ e delle regioni comprende oltre 50 citta’ e regioni tra le quali Barcellona, Stoccolma, Francoforte, la regione del’Ile de France, Bruxelles, Miami, Stoccolma, Parigi, Berlino e Città del Messico.

L’impegno di queste città è sia concreto che profondamente simbolico: il seme del cambiamento (l’intellettuale/ scrittore/artista) sfugge all’imminente minaccia e alla persecuzione; la città che lo ospita si offre come santuario e i valori dell’accoglienza, della solidarieta e della libertà di espressione vengono maggiormente sanciti nell’etica della città.

Questa seconda proposta rispecchierebbe pienamente la secolare tradizione viterbese di accoglienza e di rifugio e il primo intellettuale perseguitato, che Viterbo potrebbe simbolicamente accogliere, potrebbe essere Bassel Khartabil, il giorno della sua auspicata liberazione.

Per concludere caro sindaco, crediamo profondamente che i semi di amicizia e di pace gettati quest’estate a Viterbo vanno coltivati, con quella cultura della cura tanto cara a Papa Francesco. Viterbo e i viterbesi hanno ospitato e contribuito alla nascita di Syriaza. La nostra speranza e’ che vogliate accompagnare, anche nella crescita, un progetto volto a dare voce a chi, dal cuore dell’inferno, crede ancora nella pace.

Maria Nicoletta Gaida
Presidente Ara Pacis Initiative

27 ottobre, 2015

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