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Estorsione, Gianlorenzo e De Santis rinviati a giudizio

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Paolo Gianlorenzo [3]

Paolo Gianlorenzo

L'avvocato Samuele De Santis [4]

Samuele De Santis 

Viterbo – Sarà processo.
Nessun colpo di scena all’udienza preliminare per il giornalista Paolo Gianlorenzo e l’avvocato Samuele De Santis.

Il gup di Viterbo Stefano Pepe li ha rinviati a giudizio per quella che il pm Massimiliano Siddi ha ribattezzato “una joint venture stampa-avvocatura”: De Santis avrebbe sfruttato i contatti con Gianlorenzo per ampliare la cerchia dei suoi clienti e farsi nominare loro legale, prospettando una “gestione” della cronaca giudiziaria e la capacità di tener buono il giornalista dalla mano pesante, ex direttore di Nuovo Viterbo Oggi. Per la procura, è estorsione. Estorsione in concorso [5].

Un’accusa che, per la difesa dell’avvocato, rappresentata da Carmelo Ratano, è il “core business della criminalità ed è troppo pesante per essere anche solo un po’ realistica. La pena minima è cinque anni”. 

Gianlorenzo, assistito dagli avvocati Franco Taurchini e Carlo Taormina, si è difeso sostenendo di non aver avuto nessun ruolo nella nomina di De Santis come avvocato da parte di Luigi Todaro, uno degli indagati dell’inchiesta sugli appalti truccati “Genio e sregolatezza”. Anche l’ex assessore provinciale Paolo Bianchini ha raccontato di essere stato contattato per nominare De Santis come suo legale, sentendosi dire frasi come “ti stanno addosso”. Ma quell’indagine non lo ha neanche sfiorato.

Il giornalista risponde anche di violenza privata [6] sulla moglie del vicecoordinatore regionale di Forza Italia Francesco Battistoni. Un’accusa che lo fece finire a Mammagialla nel novembre 2013.

Più di quattro ore di udienza, dalle 8,30 di ieri mattina fino alle 13 passate, tra gli interrogatori dell’avvocato e del giornalista. Ma il primo ha risposto solo sull’accusa di falso su una pratica, che gli inquirenti gli contestano in concorso con la sua ex praticante (anche lei rinviata a giudizio). Respinta la richiesta avanzata da De Santis di separare la sua posizione da quella di Gianlorenzo, rinunciando all’udienza preliminare e saltando subito al processo. 

Tutti preparati a un rinvio a giudizio, ma tutti un po’ delusi perché non c’è stato nessun proscioglimento, neppure dalle accuse meno gravi. “Una contestazione più infondata di questa non c’è”, hanno dichiarato i difensori di Gianlorenzo. Taormina si è detto “amareggiato”. “Confondere i fatti accaduti con reati così gravi mi sembra un errore – ha commentato l’avvocato Ratano per De Santis -, ma affronteremo il processo ad aprile dimostrando che non c’è stata nessuna estorsione”.


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