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Viterbo - Il 19 novembre la sentenza di non luogo a procedere della corte d'appello

Crollo del museo civico, reato prescritto

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Viterbo - Il crollo del museo civico del 25 maggio 2005

Viterbo – Il crollo del museo civico del 25 maggio 2005 

Crollo del Museo Civico 26 maggio 2005

Il pm Paola Conti sul posto il giorno del crollo 

Crollo del Museo Civico 26 maggio 2005

Il crollo del museo civico 

Il crollo del museo civico

Il crollo del museo civico 

Viterbo – Va in archivio il crollo del museo civico.

E’ arrivata il 19 novembre la sentenza della corte di appello che ha dichiarato prescritto al processo d’appello ai due geometri Fabio Pizzi e Simone Morucci, all’architetto Ferdinando Contessa e all’ex dirigente del settore Lavori pubblici Paolo Izzi.

Ipotesi che era già nell’aria quando, lo scorso marzo, l’udienza era stata rinviata con la corte d’appello di Roma che aveva fatto intendere che non ci fossero gli estremi per un processo bis.

Tempo scaduto per l’accusa di disastro colposo mossa ai quattro imputati.

Era il 25 maggio 2005. Piazza Crispi fu scossa da un boato: l’ala della pinacoteca venne giù, sbriciolandosi in un cumulo di macerie. La strage fu evitata solo grazie al rinvio di un’inaugurazione che avrebbe dovuto tenersi quel giorno, all’ora esatta del crollo.

I ciottoli colpirono una donna che passeggiava con il nipotino. Circostanza che fece aggiungere anche l’accusa di lesioni a quella di disastro colposo, ma la signora, in seguito, ha ritirato la querela.

Il pm Paola Conti apre un fascicolo. Dopo le richieste di rinvio a giudizio nel 2008, il gup del tribunale di Viterbo Salvatore Fanti dispose il processo per tutti il 9 giugno 2010. L’istruttoria, nei due anni successivi, puntò a chiarire se c’erano state avvisaglie del crollo che i quattro imputati avevano sottovalutato.

Prima ancora del tribunale, la risposta arrivò nel gennaio 2011 dalla Corte dei conti, che condannò i quattro a un risarcimento di 100mila euro in solido, in base alle diverse qualifiche: 65mila euro Izzi, dirigente del settore Lavori pubblici; 30mila euro Contessa, responsabile del servizio manutenzioni; 2mila e 500 euro Pizzi e Morucci, tecnici responsabili della manutenzione degli immobili comunali.

“La negligenza – scrivevano i magistrati contabili nelle motivazioni della sentenza – è, quindi, da rinvenire nella mancata esecuzione di dovute attività ispettive e nella mancata adozione di opportune cautele, atteso che, se gli stessi avessero adottato la normale diligenza, i segnali premonitori denunciati dal quadro fessurativo avrebbero consentito un intervento appropriato”. 

Il tribunale di Viterbo conferma: tutti condannati a un anno per disastro colposo. A oggi però nessuna sentenza bis, la corte d’Appello ha dichiarato la prescrizione.

Rimane comunque l’aspetto contabile. C’è da capire come la Corte dei conti valuterà la sentenza di non luogo a procedere.


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29 novembre, 2015

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