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Viterbo - Comune - Scontro in maggioranza sul progetto dei privati a Grotte santo Stefano che ha già l'ok della giunta

Il mattatoio? Un macello

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Sonia Perà

Sonia Perà 

Viterbo – (g.f.) – Sul mattatoio di Grotte Santo Stefano in maggioranza è un macello.

Arriva il progetto di finanza proposto da privati che attualmente hanno in gestione la struttura, ma nel centrosinistra la delibera pronta e predisposta dalla giunta, non piace.

E allora, macello, appunto.

Un milione e 200mila euro d’investimenti per il mattatoio, a fronte di una gestione affidata all’impresa che ha proposto il progetto per 28 anni.

Project financing che parte da lontano. La ditta che ha la struttura in concessione dal 2009, nel 2012 ha formalizzato la proposta. A fronte di lavori, chiede l’affidamento.

Passa il tempo e dai 35 anni richiesti per la gestione si arriva a 28, con un taglio dell’investimento da un milione e 450mila euro al milione e 200mila euro attuali.

Pagando inoltre al comune 12mila euro annui di canone d’affitto.

L’assessora Sonia Perà che da giugno ha assunto l’incarico, ha preso in mano la situazione nel tentativo d’accelerarlo e ieri l’approdo in commissione.

Ma i lavori proposti dall’impresa non sono immediati, fa notare Claudio Ubertini (FI).

“Hanno dieci anni di tempo – osserva Ubertini – mi pare un termine poco congruo. L’investimento deve essere nell’immediato”.

Subito sono previsti interventi specifici: “Nel primo e nel secondo anno – ricorda Perà – sono quelli che per la Asl sono necessari per continuare a operare a norma. Quindi vengono le migliorie”. Ovvero, la costruzione di una tettoia esterna, depurazione, impianti tecnologici oggi in funzione, ma che col tempo andranno sostituiti”.

E se per Giulio Marini ormai siamo fuori tempo massimo e la giunta ha dormito, in maggioranza c’è chi, come Maurizio Tofani (Oltre le mura), non tutte le clausole del progetto piacciono: “A me ad esempio, affidare una struttura pubblica per 28 anni a un privato mi sembra troppo”. E non è il solo.

Si chiedono modifiche al progetto presentato. Manco per idea.

“Ad oggi tutto è modificabile – dice l’assessora Perà – è una proposta dell’azienda, alla quale l’amministrazione ha chiesto già correttivi. La procedura a settembre 2014 è stata già riformulata”.

Quindi le modifiche sono già state fatte. Ma a quanto pare, non per tutti soddisfacenti. Si può sempre bocciare. E poi?

Il futuro lo indica il dirigente Manetti. Se si perde ancora tempo, a dicembre si rischia la chiusura. Scade l’ennesima proroga per la gestione.

Fortunatamente per il centrosinistra, si decide di non votare il progetto. Così com’è sarebbe stato bocciato.


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11 novembre, 2015

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