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Viterbo - Comune - Decadenza del consigliere Moltoni - Marini (FI): "Sindaco e prefetto dal sottosegretario: assurdo"

Michelini dal sottosegretario, pronta interrogazione parlamentare

di Giuseppe Ferlicca
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Giulio Marini

Giulio Marini 

Chicco Moltoni

Chicco Moltoni 

Viterbo – La decadenza di Chicco Moltoni diventa un caso nazionale. In preparazione un’interrogazione parlamentare.

Giulio Marini (FI) se ne è interessato, dopo l’annuncio da parte del sindaco Leonardo Michelini in consiglio comunale del viaggio a Roma in programma oggi, per avere chiarimenti.

“Io rispetto tutti i livelli istituzionali – precisa Marini – ma che in questo momento un sindaco, un prefetto vadano a Roma da un sottosegretario e insieme si riuniscano per definire le sorti di Moltoni, lo trovo assurdo.

Non mi sono permesso finora di dirlo, ma è assurdo. Le decisioni del consigliere sono appese al pronunciamento del ministero dell’Interno? Disturbiamo un prefetto e un sottosegretario per fare cosa?”.

Leonardo Michelini lo ha spiegato in consiglio<. per avere chiarimenti sulla posizione del rappresentante Gal, per il danno erariale legato alla delibera che all’epoca aveva votato. Quando era assessore. Con lui altri politici d’allora.

“Da un sottosegretario ci si va per cose più importanti. Cosa gli vanno a chiedere? A me non è mai capitata una cosa del genere”.

Forse il centrosinistra nell’ultima seduta di consiglio ha preferito rinviare una discussione che avrebbe diviso la coalizione. L’incontro odierno è stata l’occasione per soprassedere.

Già per il solo rinvio, proposto dal primo cittadino, due consiglieri di maggioranza si sono sfilati, non votando.

“Io capisco che il sindaco possa trovarsi in difficoltà politica e getti la palla in alto. Ma addirittura scomodare il prefetto per andare speranzoso dal sottosegretario, è troppo.

Abbiamo problemi economici. L’Italia e il resto d’Europa è in allerta attentati e noi cosa facciamo? Andiamo dal sottosegretario per stabilire le sorti di Osama Bin Moltoni. Ma per favore…”.

Un eccesso di zelo. “Qui si crea un caso nazionale. Sembra che solo a Viterbo esistano situazioni simili per cui occorra andare dal sottosegretario.

Qualsiasi cosa emergerà, ci saranno conseguenze. Quanti casi simili a quello di Viterbo ci sono nelle altre migliaia di comuni? Quanti amministratori sono stati chiamati a risarcire un danno erariale?”.

Attenzione nazionale, ovvero? “Questo viaggio mi dicono che sarà oggetto di un’interrogazione parlamentare”.

Marini boccia non solo la missione nella capitale, ma tutto il percorso. “La pratica è partita male, già un anno fa. Lo dissi a suo tempo. E’ stata istruita male.

Non si è preso in considerazione che mentre si chiedeva ai consiglieri conto del danno erariale, c’era in corso una causa intentata dal comune per far pagare il dovuto all’assicurazione.

Sono passati dodici mesi inutilmente, nell’indecisione. Ma la pratica lo ripeto, è monca.

Perché, se si chiedono i soldi ai consiglieri, non si è revocato l’incarico legale per rinunciare a fare causa all’assicurazione?

Non si possono chiedere i soldi a tutti e due. Se lo vuoi chiedere ai consiglieri, devi aspettare l’esito del giudizio legale intentato verso la compagnia assicuratrice.

E’ una vicenda cominciata male, portata avanti peggio e che finirà ancora peggio”.


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24 novembre, 2015

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