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Viterbo - Comune - Claudio Ubertini (FI): "C'è una norma la si segua" - Probabile lo slittamento sulla nomina dei revisori dei conti

“Non spetta ai consiglieri decidere su Moltoni”

di Paola Pierdomenico
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Claudio Ubertini

Claudio Ubertini 

Viterbo – “Non spetta ai consiglieri decidere su Moltoni”.

Claudio Ubertini (FI) quasi non si riconosce a essere d’accordo con Aldo Fabbrini (Pd) che sulla decadenza di Chicco Moltoni in consiglio comunale è stato chiaro: è una questione tecnica che non compete alla politica.

Il procedimento di decadenza legato al danno erariale Cev è il primo punto all’ordine del giorno della seduta di oggi.  Il capogruppo forzista non ha intenzione di assumersi la responsabilità di questa decisione. Per lui, c’è una norma che va seguita. Senza girarci troppo intorno.

“Su questa vicenda – dice Ubertini -, più vado avanti e più mi domando perché il consiglio comunale debba entrare nel merito di una questione tecnica. Lo sostiene anche il vicecapogruppo del Pd Aldo Fabbrini e quindi non capisco cosa c’entri il nostro voto. Oggi, magari, ce lo spiegheranno”.

Un regolamento impone di portare avanti determinate procedure. “Sempre Fabbrini ha detto che ci sono state anche sollecitazioni da parte della prefettura e allora, che aspettare di più. Questa è una vicenda nata male e finita peggio e non dovrebbe essere un consigliere a stabilire se Moltoni deve decadere o meno.

Non voglio assumermi questa responsabilità, anche perché ha ragione Moltoni a chiedersi chi lo risarcirà nel caso dovesse vincere la causa. Potrebbe forse venire a chiedere i danni anche a me che ho votato per la sua decadenza. E’ folle. C’è una normativa che lo stabilisce e dunque seguiamola. Gli atti, del resto, devono essere fatti dagli uffici preposti, per cui non capisco perché debba essere io a fare una cosa che non mi compete.

Fabbrini supporta questa teoria e, stranamente, anche io mi trovo d’accordo. E’ una delle poche volte. Se ne devono occupare i tecnici, la politica, non c’entra niente”.

Altro nodo è quello sulla nomina dei revisori dei conti. Per Ubertini non se ne parlerà. “E’ chiaro che non si farà – continua il capogruppo forzista -, si inventeranno qualcosa per evitare la discussione, come sono abituati a fare”. La seduta di oggi è stata indetta senza avere sentito i capigruppo, perché l’ultima era saltata per mancanza del numero legale e quindi riconvocata.

L’ordine del giorno resta quello deciso allora. Per le modifiche sembra, infatti, debbano essere sentiti i capigruppo. A Ubertini, però, non sono arrivate chiamate.

“Non ci sono i presupposti, visto che l’articolo 47 del regolamento, al comma 9, dice che, in caso di seduta dichiarata deserta, è facoltà del presidente riconvocare il consiglio sul medesimo ordine del giorno. Chiarissimo, dunque. Si discuteranno quindi i punti di quello precedente e quelli aggiuntivi slitteranno direttamente alle prossime sedute che verranno convocate.

C’è comunque da aspettarsi di tutto da questa maggioranza che è molto propensa alle forzature. Se anche su questo non si è presa una decisione, la responsabilità è sempre della maggioranza, visto che il consiglio è andato deserto perché loro non avevano numeri. Non se la possono prendere con nessuno quindi. Mi auguro, però, che questi giorni di tempo facciano riflettere le persone interessate alla questione della nomina del presidente, perché, indipendentemente dal fatto che non ci siano incompatibilità, credo che l’opportunità sia palese. Vedremo dunque come affrontarlo”.

Paola Pierdomenico


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19 novembre, 2015

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