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Politica - Sel - Allo Spazio Biancovolta incontro sull'enciclica del pontefice Laudato sì

“Alla politica manca il coraggio profetico di papa Francesco”

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Valerio De Nardo e Adriano Labbucci

Valerio De Nardo e Adriano Labbucci

Giulio Marcon

Giulio Marcon

Valerio De Nardo, Adriano Labbucci e Giulio Marcon

Valerio De Nardo, Adriano Labbucci e Giulio Marcon

Viterbo – “Papa Francesco è un leader politico. Ne ha la statura”.

Allo Spazio Biancovolta incontro su Laudato sì, enciclica del pontefice. Promosso da Sel, ne parla Adriano Labbucci, autore del libro La salvezza e il pericolo, spiritualità, politica e profezia ai tempi di papa Francesco.

“L’enciclica offre spunti interessanti. Senza fare un santino di Francesco – dice Labbucci – la sua vera caratteristica è che è un radicale.

Mette al centro la radicalità del suo punto di vista. Anche la sinistra deve recuperare una sua radicalità”.

Qualche risposta anche per la sinistra, nel percorso del papa c’è. “E’ un leader politico, come Wojitila. Con un’avvertenza, lui arrivava dai paesi dell’Est e aveva un atteggiamento d’opposizione.

Francesco proviene da una grande metropoli, Buenos Aires, che ha vissuto la crisi del sistema capitalistico e delle politiche neo liberiste applicate in modo selvaggio.

E questo in Laudato sì lo ritroviamo”.

L’incontro ha come tema la conversione ecologica. Presente nell’enciclica, come fa notare Valerio De Nardo, coordinatore cittadino di Sel, nella sua introduzione. “Questo incontro fa parte del percorso di unità fra le forze della sinistra – anticipa De Nardo – a gennaio ci sarà un’assemblea per il nuovo soggetto politico a sinistra che si andrà a costruire, con il forte impegno di Sel”.

Facendo tesoro di alcuni insegnamenti.

“Oggi alla politica – continua Labbucci – manca il coraggio profetico che invece troviamo in papa Francesco.

Profeta è chi dice quello che altri non dicono e vede cose che altri non vogliono vedere. E’ perfettamente inserito nel presente. Lo legge e quindi vede il futuro”.

Mentre la conversione ecologica non è solo rispetto per la natura e i suoi equilibri.

“La crisi che viviamo – osserva Giulio Marcon, parlamentare e autore del volume Berlinguer. L’austerità giusta e di Langer. La conversione ecologica – ha al centro un problema serio di equilibrio fra gli obiettivi di sviluppo economico e i limiti di carattere sociale e ambientale.

Serve interrogarsi su cosa produrre e cosa consumare. Il che ha a che fare con aspetti sociali e dell’eguaglianza.

Occorre chiedersi di cosa ha bisogno il Paese, per entrare in politiche industriali e di bilancio”.

Gli esempi sarebbero molti.

“Serve aiutare la Fiat a fare i suv che poi assembla negli Usa – continua Marcon – oppure farle mantenere la produzione di bus per rinnovare il parco mezzi nelle città?

Favorire le trivellazioni di petrolio o incentivare investimenti in energie rinnovabili?

Facilitare grandi opere o piccole opere, come la messa in sicurezza delle scuole o la manutenzione delle coste? Tutte cose che rispondo a bisogni sociali concreti e materiali e sono temi che la sinistra dovrebbe portare avanti”.

E sul da farsi: “Non conta solo quello che si vuole realizzare, ma anche come intendi portare a compimento le azioni”.


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21 novembre, 2015

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