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Ronciglione - Operazione "Tsunami" - Scena muta per quasi tutti i primi dieci convocati dal gip

Spaccio, gli arrestati non rispondono

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Operazione Tsunami dei carabinieri - Gli arrestati

Operazione Tsunami dei carabinieri – Gli arrestati 

Operazione Tsunami dei carabinieri

Operazione Tsunami dei carabinieri 

Operazione Tsunami dei carabinieri - Un panetto di droga

Operazione Tsunami dei carabinieri – Un panetto di droga 

Operazione Tsunami - Il materiale sequestrato dai carabinieri

Operazione Tsunami – Il materiale sequestrato dai carabinieri 

Operazione Tsunami dei carabinieri

Operazione Tsunami dei carabinieri 

Ronciglione – Bocche cucite, dopo gli arresti per spaccio dell’operazione “Tsunami” (video – fotocronaca – slide).

Quasi nessuno ha parlato, ieri mattina, agli interrogatori di garanzia davanti al gip Stefano Pepe. La maggior parte dei primi dieci arrestati convocati per oggi si è avvalsa della facoltà di non rispondere.

Mariano Di Donato e Stefano Cristofori hanno spiegato: “Nessuno dei due ha mai spacciato – dichiara l’avvocato Franco Taurchini -. Cristofori ha ammesso di aver fatto uso personale di stupefacenti, per questo aveva delle piantine di hashish a casa“. La difesa non ha fatto richieste: valuterà nei prossimi giorni.

Le strade si dividono, a seconda delle strategie: c’è chi guarda al tribunale del Riesame e chi vuole essere cauto. “E’ˆ uno strumento che va maneggiato con cura – afferma l’avvocato Marco Russo, per il trentenne Simone Gambaccini, tra le posizioni più delicate dell’inchiesta -. Prima di appellarci al Riesamevaluteremo se ci sono gli estremi e, soprattutto, leggeremo le carte“.

L’altra tranche di interrogatori è fissata a lunedì. Prima di allora, il gip Stefano Pepe non prenderà, probabilmente, alcuna decisione, aspettando di avere un quadro completo di tutte le posizioni.

21 persone sono finite ai domiciliari per spaccio nel blitz scattato all’alba del 2 novembre.

Hashish, marijuana e cocaina: queste le sostanze che, secondo le indagini, sarebbero state spacciate anche a minorenni, alcuni dei quali, all’occorrenza, facevano da sentinelle agli indagati per avvisarli della presenza dei carabinieri.

Altri quattro arresti sono stati eseguiti nei giorni successivi al blitz: tre romani di 22, 24 e 57 anni e un 27enne di nazionalità egiziana, legato ai due connazionali che gestivano la frutteria sulla circonvallazione, uno dei luoghi in cui, secondo le indagini, la droga sarebbe stata consegnata ai clienti.

Il negozio è chiuso da più di un mese.


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7 novembre, 2015

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