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Ronciglione - Oggi l'udienza per impugnare l'ordinanza d'arresto

Tsunami della droga, difese all’attacco al Riesame

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Operazione Tsunami dei carabinieri - Gli arrestati

Operazione Tsunami dei carabinieri – Gli arrestati

Operazione Tsunami - Il materiale sequestrato dai carabinieri

Operazione Tsunami – Il materiale sequestrato dai carabinieri

Operazione Tsunami dei carabinieri - Un panetto di droga

Operazione Tsunami dei carabinieri – Un panetto di droga

Operazione Tsunami dei carabinieri

Operazione Tsunami dei carabinieri 

Ronciglione – Lotta per la libertà al tribunale del Riesame.

E’ fissata per oggi l’udienza per discutere i ricorsi delle difese dei giovani arrestati per spaccio dell’operazione Tsunami (video – fotocronaca – slide).

Più di un avvocato ha impugnato l’ordinanza d’arresto che ha spedito 25 persone ai domiciliari all’alba del 2 novembre. Tra loro, molti giovani poco più che ventenni. 

L’indagine, coordinata dal pm Paola Conti, verte su uno spaccio localizzato soprattutto nella bassa Tuscia, tra Ronciglione, Caprarola, Sutri, Nepi e Bracciano. La droga proveniva dalla capitale: hashish, marijuana, ma anche cocaina. I carabinieri della compagnia di Ronciglione hanno documentato numerosi episodi di spaccio anche a minorenni, in qualche caso sentinelle molto attive nel dare una mano agli spacciatori a dribblare controlli e posti di blocco delle forze dell’ordine.

25 posizioni tutte diverse, alcune più delicate e compromesse di altre. Tra gli episodi più gravi, lo spaccio fuori dall’istituto alberghiero di Caprarola o dal pronto soccorso di Ronciglione, dove un infermiere si sarebbe dato appuntamento con uno degli arrestati per farsi consegnare sostanza stupefacente. 

Tra gli arrestati, anche due egiziani, gestori della frutteria sulla circonvallazione chiusa ormai da più di un mese. Un’altra centrale dello spaccio, secondo quanto raccolto dagli inquirenti, che continuano ad ascoltare persone informate sui fatti per capire l’effettiva ampiezza del traffico di stupefacenti.

Strategie difensive diverse, a seconda dei casi. C’è chi sostiene che manchino persino i gravi indizi per il proprio assistito. Altri puntano sull’insussistenza delle esigenze cautelari, oppure su motivi formali che renderebbero attaccabile l’ordinanza d’arresto. L’obiettivo è comunque la revoca dei domiciliari, o la sostituzione con una misura più leggera.

La decisione dei giudici romani potrebbe arrivare anche in giornata. Al massimo all’inizio della prossima settimana. 


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20 novembre, 2015

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