Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
Caffeina-Stagione-Teatrale-580x60
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Sport - Calcio - Eccellenza - Intervista a Marco Testa, calciatore in forza al Montefiascone e con un passato in gialloblù

“La Viterbese merita la lega Pro”

Condividi la notizia:

Sport - Calcio - Montefiascone - Marco Testa

Sport – Calcio – Montefiascone – Marco Testa

Sport - Calcio - Montefiascone - Marco Testa

Sport – Calcio – Montefiascone – Marco Testa

Sport - Calcio - Marco Testa ai tempi del Lecce

Sport – Calcio – Marco Testa ai tempi del Lecce

Viterbo – Una carriera calcistica che parte dall’esordio in serie A con la maglia del Lecce, passa per Olbia, San Marino e Viterbese e arriva fino a Montefiascone.

E’ quella di Marco Testa, romano ma viterbese di adozione, in forza quest’anno ai giallo-verdi di Del Canuto.

Arrivato al Fontanelle in estate, ha portato un bagaglio di grande esperienza che ha messo da subito al servizio dei giovani, mentre nel tempo libero studia da allenatore e segue le vicende della Viterbese.

Dopo un buon inizio il Montefiascone ha collezionato tre sconfitte consecutive, come mai questo calo?
“L’inizio è stato buono poi a causa del calendario difficile la squadra è un po’ calata, ma solo nel punteggio e non nelle prestazioni. C’è stato anche qualche infortunio di troppo che ha colpito i più grandi, cosa che sotto il profilo dell’esperienza si è fatta notare, specialmente contro il Ladispoli che era pieno di ‘macchinoni’. Ma noi non molliamo e domani (oggi, ndr) contro il Tolfa contiamo di tornare a fare punti”.

A proposito di infortuni, il tuo come va?
“Bene, ho avuto solo un piccolo guaio muscolare ma ho recuperato subito e contro il Tolfa ci sarò”.

Ti ricordi il tuo esordio in serie A?
“Certo. E’ avvenuto con il Lecce, squadra con cui ho fatto tutte le giovanili. Io sono di Roma ma a 13 anni sono andato giù e ci sono rimasto per sei stagioni arrivando a esordire in serie A nel 2002. Dopo, sono stato in prestito per sette anni, sempre in giro per la serie C”.

Tornando al Montefiascone, quali sono gli obiettivi di questa squadra?
“Non ci poniamo limiti. Ovviamente l’obiettivo della società è tenere la categoria, che nel viterbese è già un grosso risultato. Poi, noi guardiamo domenica dopo domenica, il mister ci ha inculcato la mentalità di giocare ogni partita come se fosse una finale, poi quello che viene viene”.

L’anno scorso ti sei diviso tra Monterosi e Terracina, ma non sono state esperienze positive.
“Già. Nei primi tre mesi della stagione sono stato a Monterosi, era il primo anno che scendevo in Eccellenza ed era un ambiente un po’ particolare. Basti pensare che in un anno hanno cambiato cinquanta giocatori e tre-quattro allenatori. Poi sono andato a Terracina ed è stato ancora peggio, ho trovato un disastro. Il primo mese è andato benino ma poi è sparito il presidente e non abbiamo mai percepito gli stipendi. Ho dovuto lasciare casa e famiglia per un’esperienza lontana ma è andata male, il calcio purtroppo risente della crisi ed è facile trovarsi in queste situazioni”.

Una crisi che però non ha colpito il Montefiascone.
“No, fortunatamente. A Montefiascone non ci sarà mai il problema economico perché la società non ha spese talmente grandi da mettere a rischio l’andamento dell’anno”.

Che rapporto hai con i ragazzi più giovani, visto che per loro sei uno dei punti di riferimento?
“C’è un rapporto bellissimo. Nel calcio si vive di stimoli e i ragazzi sono lo stimolo per noi ‘grandi’ così come loro lo sono per noi”.

E’ vero che stai “studiando” da allenatore?
“Sto dando una mano a mister Braccini con gli Allievi regionali fascia B, ovviamente ritagliando un po’ di spazio tra gli impegni di lavoro e quelli di gioco con la prima squadra. Lo faccio per iniziare a capire com’è anche dall’altra parte, magari mi potrebbe tornare utile quando smetterò con il calcio giocato”.

In passato hai giocato anche a Viterbo, segui ancora la Viterbese?
“Certo, faccio il tifo per la Viterbese. Ci ho giocato per due anni e sono rimasto legato alla città in modo particolare, tanto da rimanere a vivere qua. Spero che la Viterbese possa lasciare i dilettanti il prima possibile”.

Nel futuro prossimo potresti diventare allenatore, in quello più imminente?
“A Montefiascone sto bene, per me è come una seconda famiglia. Abito a Viterbo, ho un’attività insieme alla mia compagna e quindi per muovermi dovrei avere un’offerta molto importante. In questo momento sto benissimo perché mi si interseca tutto perfettamente, tra gli orari di allenamento e la vita di casa. Certo però, sono ancora abbastanza giovane e ci potrebbe essere un allenatore che si ricorda ancora di me e la chiamata ci potrebbe stare. Nel calcio non si può mai sapere. Sai quante volte nel calcio ho detto ‘da qui non mi muovo’ e poi sono andato via, o viceversa?”.


Condividi la notizia:
8 novembre, 2015

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR