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Bilancio 2015 - Viterbo - Il sindaco Michelini tira le somme fra progetti e crisi

“Vado avanti se ci sono le condizioni…”

di Giuseppe Ferlicca
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Leonardo Michelini

Leonardo Michelini 

Viterbo - Monastero di santa Rosa - Leonardo Michelini saluta madre Annunziata

Viterbo – Monastero di santa Rosa – Leonardo Michelini saluta madre Annunziata 

Leonardo Michelini e Sergio Insogna

Leonardo Michelini e Sergio Insogna 

Milano - Expo - Giacomo Barelli, Ombretta Ciorba, il sindaco Michelini, Mauro Cappelloni e Massimo Mecarini davanti alla macchina di santa Rosa

Milano – Expo – Giacomo Barelli, Ombretta Ciorba, il sindaco Michelini, Mauro Cappelloni e Massimo Mecarini davanti alla macchina di santa Rosa 

Scuderie Sallupara - Brindisi inaugurale - Michelini e Ricci

Scuderie Sallupara – Brindisi inaugurale – Michelini e Ricci 

Viterbo – Un Capodanno incerto per il sindaco Leonardo Michelini.

Non s’aspettava di festeggiarlo con una maggioranza dove sette consiglieri Pd gli hanno voltato le spalle, mettendo un grosso punto interrogativo sul suo futuro in comune. Michelini però prova a tirare dritto.

A fine giornata, dopo l’ennesima riunione di giunta, sulla scrivania del suo ufficio ha il documento programmatico approvato un mese fa pure da chi oggi lo ha, nei fatti, sfiduciato e poi ci sono i sei milioni d’interventi per la città.

A chi apre una crisi politica, il primo cittadino replica con progetti e interventi su Viterbo. Ma la partita resta complicata e il bilancio di fine anno risente pesantemente di una situazione piuttosto precaria.

Cosa butterebbe del 2015?
“Non butterei nulla. Per come si sta chiudendo – afferma il sindaco Leonardo Michelini – direi l’imprevisto, quanto accaduto negli ultimi giorni. Ma l’anno è stato sostanzialmente positivo, quello in cui si sono conclusi progetti e ne sono stati avviati altri”.

A Capodanno però è tradizione gettare qualcosa dalla finestra. Il sindaco di cosa si vuole liberare?
“Di qualche interpretazione fatta in modo affrettato. Occorrerebbe riflettere. Le coalizioni reggono quando c’è buonsenso da parte di tutti i componenti e c’è voglia di costruire insieme qualcosa, smussando gli angoli. Non pensando solo a una partito o a una sola forza politica. Come in un matrimonio, si deve puntare agli aspetti che legano, piuttosto che al sospetto dell’altro o alle incomprensioni. Butterei questo atteggiamento. Bisogna credere di più nella coalizione e forse un po’ meno nei partiti”.

Qual è stato il momento top e quale il momento flop della sua amministrazione nel 2015?
“Il top, l’essere stato un anno ricco di eventi particolari, da Expo e tutto quello che ha interessato lo sviluppo promozionale a partire dalla Macchina di santa Rosa. Siamo stati al centro d’eventi nazionali e riconoscimenti legati a Experience Etruria. Situazioni che io avevo previsto. Non a caso la delega a Expo l’ho assegnata con largo anticipo. Sull’altro fronte, invece, tutta la vicenda Viterbo Ambiente, l’inchiesta Vento di maestrale. Un colpo imprevisto che oltre a dare fastidio, ha comportato molte difficoltà”.

C’è altro?
“Tra gli aspetti negativi pure l’allontanamento delle clarisse dal monastero di santa Rosa. Una decisione che ci ha lasciati con l’amaro in bocca. Avevamo sperato in un rinvio, pure in coincidenza dell’anno giubilare. Scelte superiori hanno non lo hanno permesso. Si poteva almeno optare per un periodo di transizione, di condivisione nel monastero fra i due ordini. Non è stato possibile. Ovviamente abbiamo contatti con il nuovo ordine di suore che è subentrato, ma è chiaro che dopo tanti anni a Viterbo, le clarisse rappresentavano un qualcosa in più, cui i viterbesi si sentivano legati”.

Dovendo raccontare il 2015 come lo definirebbe?
“Diversamente dagli altri, si sono potute concretizzare idee che avevamo messo in cantiere. Alcune le abbiamo predisposte e realizzate. La nuova Macchina di santa Rosa, ad esempio. Non era scontata. Abbiamo cominciato a vedere il compimento d’idee avviate, del lavoro portato avanti nel primo periodo d’amministrazione”.

Su qualcosa però avete trovato difficoltà. La riqualificazione dei portici a palazzo dei Priori, ad esempio, è ancora ferma.
“Non è proprio così. Il nostro progetto di spostare gli uffici al piano terra e fare spazio a un museo e altre strutture per visitatori e turisti ha subito un rallentamento non per nostra volontà. I lavori per portare gli uffici all’ex tribunale a piazza Fontana Grande sono fermi perché non è stato possibile assegnare l’incarico all’impresa pure per problemi d’interdittiva antimafia. Altrimenti sarebbero già partiti tre o quattro mesi fa. Questa è la ragione, ma ci stiamo attrezzando per risolvere il problema”.

Ai sette consiglieri Pd che le hanno voltato le spalle, cosa dice?
“Hanno preso le distanza dal governo della città. Secondo me c’è stata qualche incomprensione. Senza voler dare colpe a nessuno, credo che la loro lettera sia stata un po’ affrettata”.

Il segretario regionale Pd Fabio Melilli ha chiesto anche la sua collaborazione per tentare di risolvere la crisi in comune. Come risponde?
“A Melilli dico d’essere a disposizione. Dispiacerebbe dopo tanti anni gettare all’aria il cambiamento avvenuto in città. In questi due anni d’attività abbiamo guardato molto in prospettiva, forse ci siamo dimenticati di qualche bisogno specifico dei cittadini. Ci siamo concentrati sul futuro. Adesso, con un progetto di città ben preciso, opere finanziate, alcune delle quali con l’avanzo di bilancio pronte a partire, possiamo mettere mano anche a quelli che sono bisogni diretti, quotidiani. Strade, marciapiedi. Ci abbiamo investito”.

Pensa che a Natale 2016 mangerà ancora il panettone da sindaco?
“Il problema non me lo sono posto e non me lo voglio porre. Io ho una bussola che mi indica la direzione ed è la coalizione che ha vinto. Grazie all’impegno di tanti è riuscita a portare a casa un importante risultato elettorale. Non sono un uomo per tutte le stagioni. Poi c’è una tabella di marcia precisa. Approvata un mese fa da tutta la maggioranza. Si dà mandato al sindaco nei prossimi due anni di portare a compimento una serie d’iniziative per la città. E’ agli atti del consiglio comunale e rappresenta tutto quello che dovremo fare. Ma ci sono pure gli impegni finanziari per 5/6 milioni di euro. Progetti dell’amministrazione Michelini da portare a compimento. Io su questi mi baso. Del panettone o del panforte m’interessa fino a un certo punto. C’è il mio impegno, se esistono le condizioni. Il documento è stato approvato da tutta la maggioranza quando contestualmente è stata respinta la mozione di sfiducia. All’improvviso mi si vuol dire che non conta più nulla. Mi pare inopportuno”.

L’elenco dei progetti in cantiere è lungo e anche sei milioni di euro sono tanti. Non si poteva partire prima?
“Non era possibile intervenire con tempi più brevi. Altrimenti l’avremmo fatto. Io ho a cuore la situazione del teatro Unione, lo stiamo completando. Così come il rilancio del Poggino. E’ stato affidato l’incarico per realizzare una riqualificazione con criteri modernissimi e tecnologicamente molto avanzati. Il progetto prevede che ci sia sinergia fra le imprese. Si parte da uno sviluppo economico circolare, in cui le imprese entrano in osmosi l’una con l’altra. Una filiera per cui se una determinata ditta non è in grado di realizzare una certa attività, quella a fianco può entrare in gioco. Contribuendo a una crescita collettiva. Viterbo è il primo comune in Italia a cimentarsi in una simile progettazione, Arpea. Solo alcune regioni virtuose hanno si sono impegnate nel progetto”.

Cosa si sente di dire ai viterbesi per il nuovo anno?
“Mi auguro che finiscano le tensioni politiche. Per un anno ci hanno accompagnato, con momenti anche difficili. La nostra è una coalizione composita e i punti di vista possono essere diversi. Importante è non superare i livelli di guardia, altrimenti è difficile tornare indietro. Mi auguro buonsenso e capacità di guardare in prospettiva nel governo della città. Questo deve fare il centrosinistra. Non si governa facendo opposizione a andando allo scontro forte. Altrimenti ognuno risponde del proprio operato. Io per primo che sono il sindaco. Ma non sono il solo”.

Giuseppe Ferlicca


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30 dicembre, 2015

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