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Viterbo - Carabinieri - Il bilancio 2015 del colonnello Mauro Conte - Dodici mesi di operazioni da "Fai da te" a "The mask"

“700 arresti e migliaia di denunce in un anno”

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Bilancio di fine anno dei carabinieri

Bilancio di fine anno dei carabinieri

Mauro Conte, comandante provinciale dei carabinieri di Viterbo

Mauro Conte, comandante provinciale dei carabinieri di Viterbo

Il colonnello Mauro Conte legge il bilancio di fine anno

Il colonnello Mauro Conte legge il bilancio di fine anno

Carlo Scotti, comandante della compagnia carabinieri di Ronciglione

Carlo Scotti, comandante della compagnia carabinieri di Ronciglione

Giovanni Martufi, capitano del nucleo investigativo di Viterbo

Giovanni Martufi, capitano del nucleo investigativo di Viterbo

Il capitano Alfredo Tammelleo

Il capitano Alfredo Tammelleo, addetto stampa dell’Arma

Il brindisi inaugurale per salutare il 2015

Il brindisi inaugurale per salutare il 2015 

Il brindisi inaugurale per salutare il 2015

Il brindisi inaugurale per salutare il 2015

Viterbo – Un 2015 da incorniciare per l’Arma dei carabinieri di Viterbo.

700 arresti. Migliaia di denunce a piede libero. Una presenza costante sulla strada, ogni weekend dell’anno, per controllare la circolazione.

Il colonnello Mauro Conte traccia un bilancio positivo. Fatto di operazioni importanti e blitz dai grandi numeri. “Risultati che ci soddisfano e che non sarebbero stati possibili senza una squadra capace, impegno quotidiano e un clima di armonia e collaborazione con le altre forze dell’ordine – dichiara Conte nell’incontro coi giornalisti per salutare con un brindisi un anno che è volato -. Volevamo condividere i successi del 2015 con la stampa perché è il nostro interfaccia col mondo. E quella viterbese è competente e professionale”.

Dodici lunghi mesi di lavoro che iniziano a gennaio, con l’arresto del rapinatore che aveva rubato una cassaforte da una banca. L’inseguimento. Il conflitto a fuoco.

Febbraio è il mese dell’operazione “Fai da te”: 20 arresti e 14 denunce per due filoni d’inchiesta. Da un lato la banda del frullino e degli assalti ai distributori di benzina. Dall’altro, il babyspaccio a scuola e nei parchi.

Si cambia musica ad aprile: “Vento di maestrale” è l’inchiesta sui costi spropositati dell’appalto della nettezza urbana. Per la procura, il comune paga un servizio che non c’è. Le indagini vanno avanti e il filone della gestione degli impianti di Casale Bussi prende il volo e finisce a Roma. Sempre ad aprile “Silver & gold”: 22 arresti, per la gang dei ricettatori di oro e argento rubato e rivenduto a una fonderia aretina e un sequestro per equivalente da due milioni di euro. 

Droga: arresti a giugno sul litorale,con l’operazione “Sentiero bianco”, per troncare sul nascere lo spaccio della movida estiva e poi lo “Tsunami” di novembre. Il blitz scattato a Ronciglione e dintorni stronca un fiorente spaccio nel sud della provincia. Persino una frutteria finisce nel mirino dei carabinieri come centrale dello spaccio.

Non c’è pace nemmeno nei piccoli centri: a fine luglio, l’operazione “Terra madre”, a Farnese, fa finire tre pastori sardi, padre e due figli, per furti in campagna, ma soprattutto per l’attentato al sindaco: oliveto raso al suolo, cani uccisi a bastonate, trattore, macchina e casale bruciati. Una vendetta in piena regola contro chi aveva osato togliergli la terra, approvando una nuova riforma comunale. E poi, sul finire di un’estate calda, l’omicidio Venzi, a fine settembre: un uomo ucciso a pugni per strada. L’assassino è un 22enne, fermato nel giro di poche ore.

“The Mask” chiude l’anno dell’Arma, con l’arresto dei rapinatori che assaltavano le banche della Tuscia con parrucche e maschere di gomma. “700 arresti complessivi e molto altro ancora che bolle in pentola – spiega il colonnello -. Ne parleremo nel 2016”. Ora è tempo di brindare.


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23 dicembre, 2015

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