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Perà e Troncarelli non partecipano alla riunione di giunta

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Alessandra Troncarelli [4]

Alessandra Troncarelli

Sonia Perà [5]

Sonia Perà 

Viterbo – (g.f.) – Terzo giorno della crisi in comune e ancora nessuno si è dimesso formalmente.

Gli assessori che fanno riferimento all’area Pd sull’Aventino, Troncarelli, Perà e Delli Iaconi sono in pausa di riflessione.

Ieri le prime due non hanno partecipato alla riunione di giunta. C’era invece Antonio Delli Iaconi. Contento come un Babbo Natale il sindaco Michelini, che ha potuto comunicare a mezzo stampa la sua gioia per avere approvato  lo stesso importanti delibere. Alla faccia di chi gli vuole male.

Più di uno in maggioranza, comunque  è pronto a scommettere che al momento tutti resteranno al loro posto e festeggeranno da assessori il santo Natale.

Tutti felici come una Pasqua a Natale, se non fosse che consiglieri hanno aperto nei fatti un’innovativa crisi. Sfiduciando il sindaco non sfiduciandolo, costringendo gli assessori di riferimento a una presa di posizione giocata sul dico-non dico, resto-non resto.

Stando sempre a indiscrezioni, i magnifici sette sono tutt’atro che magnificamente compatti. Serra, Volpi, Troili, Frittelli, Quintarelli, Cappetti e Mongiardo non hanno identità di vedute su come dare seguito al documento contro l’amministrazione di cui sono fra i principali azionisti.

Se fossero tutti compatti e non incartati come un bel regalo, la mossa successiva sarebbe facile. Annunciare le dimissioni.

A quel punto l’opposizione come potrebbe tirarsi indietro? Necessariamente dovrebbe aggregarsi, seppure anche da quella parte il fronte non è proprio compatto. Le elezioni anticipate a giugno preoccupano. Troppo presto. Se son Fioroni, fioriranno.

In tredici hanno firmato la mozione di sfiducia bocciata anche grazie ai sette democratici.

Per far cadere il comune servono le dimissioni di 17 consiglieri. Ci sono quattro volontari fra i sette Pd? Non per ora, ma le iscrizioni sono aperte.

Nel frattempo la crisi si allarga anche alla provincia. Se in comune a inaugurarla è stato il Pd, a via Saffi è toccato a Moderati e riformisti. Non se ne sentiva la necessità, ma si è resa necessaria. Servono due mezze crisi per farne forse una vera.

Ieri Maurizio Tofani e Livio Treta hanno abbandonato i lavori del consiglio per poi rientrare giusto in tempo per votare contro, con la partecipazione ordinaria di Aldo Fabbrini (Pd), un atto d’indirizzo così come voluto dal presidente Mauro Mazzola.

La crisi e i problemi del centrosinistra si sono intrecciati con quelli dei 46 precari in provincia, da un anno senza lavoro e motivo del contendere e dell’atto d’indirizzo.

Non è stata una gran bella pagina.


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