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Fioroni è nudo!

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Giuseppe Fioroni [4]

Giuseppe Fioroni 

Viterbo – Fioroni è nudo!

Sì, è vero, non è proprio una bella immagine. Ma sintetizza la situazione politica meglio d’altre. Il buon Giuseppe Fioroni, dopo aver tanto senilmente pasticciato politicamente, sfoggiando tutta la sua profonda e provinciale cultura andreottiana, sembra essere arrivato al capolinea.

La giunta di centrodestra, da lui messa su con tanta attenzione ai tradizionali gruppi di interesse che da sempre dominano la città, non ha più una maggioranza. Il suo tentativo di continuare a far governare la città da un centrodestra di fatto, con tutti gli uomini e le donne nei punti di potere strategico, sembra essere agli sgoccioli. Il suo tentativo di amministrare in assoluta continuità con le vecchie giunte di centrodestra sembra finalmente poter svanire nel nulla.

Un incubo che finisce, se finisce.

I fioroniani chiamano il loro centrodestra di fatto “centro sinistra”. Quando si dice i danni che può fare l’orwelliana neolingua.

Ovviamente si tratta per Fioroni di una sconfitta solo locale, finché Renzi non lo riprenderà in cura. O non si accorgerà che l’adesione fuori tempo massimo al renzismo dell’ex ministro è stata dettata solo da istinto di sopravvivenza politica per poi tornare a sfasciare il Pd, creando al suo interno una nuova Dc di seconda mano.

Fioroni con le famose liste civiche e con i Moderati e riformisti, tutta roba frutto del peggior pensiero andreottiano, ha tentato di ricreare la parte più deteriore della Dc per mettere in difficoltà il suo stesso partito. Il Pd. Prima facendo un esperimento locale e poi, chissà, per mettere in difficoltà lo stesso Renzi a livello nazionale.

Ora però, sette consiglieri comunali del Pd, in pratica il gruppo consiliare o se si vuole la sua maggioranza, hanno detto basta a questa commedia che a oggi ha portato non pochi danni alla città.

Caos totale rifiuti, disorganizzazione amministrativa, fontane storiche allo sfascio, centro storico abbandonato, la città perennemente invasa dal traffico, periferie desertificate, frazioni dimenticate sistematicamente, strade da terzo mondo, Festival delle luci, lite per la prima volta nella storia col Sodalizio dei facchini, vicenda Rsa, caso Esattorie, macchina di Santa Rosa dimenticata a Milano, programmazione eventi di Natale saltati, nessuna politica culturale… queste alcune delle vicende che hanno visto la giunta Michelini non brillare, per usare un eufemismo. E si potrebbe continuare per ore.

Vista la presa di posizione della maggioranza del gruppo consiliare, viste le scelte fatte dal segretario provinciale del Pd, logica politica vorrebbe che il sindaco Michelini decidesse per le dimissioni. Ma ovviamente la logica fioroniana – andreottiana non è proprio quella di Aristotele, san Tommaso, Leibniz, Kant o Gödel.

Per un fioroniano – andreottiano la linea più breve tra due punti non è la retta ma… l’arabesco. E allora il sindaco può anche, su consiglio di Fioroni, andare avanti senza maggioranza. Con 13 voti su 33. Fino a quando il consiglio non dovrà votare su una questione fondamentale come il bilancio o cose simili.

Insomma vivacchiare per qualche mese e chi se ne frega della città. Proprio come ha fatto in questi due anni e mezzo di “governo”.

Altra cosa che dovrebbe accadere ora, visto che il gruppo del Pd ha tolto l’appoggio a Michelini:  tre assessori si dovrebbero dimettere dalla giunta. Trattasi delle assessore Sonia Perà e Alessandra Troncarelli, e dell’assessore Antonio delli Iaconi. Che fanno riferimento alle varie anime del Pd che li hanno espressi.

Nei prossimi giorni si vedrà se questi assessori se la sentiranno di partecipare a una giunta che non ha più una maggioranza e che da mesi, se non anni, non ha più rapporti con la città. E viaggia per strade che poco, anzi nulla, hanno a che vedere con gli interessi dei cittadini.

Per ora non si può non plaudire a Francesco Serra, Marco Volpi, Patrizia Fritelli, Mario Quintarelli, Melissa Mongiardo, Arduino Troili e Massimo Cappetti che stanno tentando di liberare la città dal dominio fioroniano e del suo centrodestra. Nei prossimi giorni si capirà se siamo difronte all’ennesima piroetta o alla possibilità di andare a nuove elezioni e dare un governo che sia in discontinuità col centrodestra fioroniano che ha distrutto la città. Proprio come le precedenti giunte.

Insomma: libera nos domine

Carlo Galeotti


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