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Viterbo - Operazione "Silver & Gold" - La difesa dopo il provvedimento del tribunale del Riesame

“Sequestro da 2 milioni, andremo in Cassazione”

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Sequestro milionario nell'operazione "Silver & Gold"

Sequestro milionario nell’operazione “Silver & Gold” – La conferenza di finanza e carabinieri

L'avvocato Marco Valerio Mazzatosta

L’avvocato Marco Valerio Mazzatosta

Operazione Silver and gold - Parte del materiale recuperato

Operazione Silver and gold – Parte del materiale recuperato

L'operazione dei carabinieri "Silver and gold"

Operazione Silver and gold – Parte del materiale recuperato 

Viterbo – Silver & Gold, non è finita.
La difesa dei destinatari del sequestro da due milioni di euro si prepara alla battaglia in Cassazione.

Giovedì, gli avvocati Marco Valerio Mazzatosta ed Elena Pampaloni depositeranno il ricorso alla Suprema Corte per impugnare il provvedimento del tribunale del Riesame viterbese, che permette a finanza e carabinieri di sequestrare beni per un ammontare massimo di due milioni di euro (fotocronaca – slide – video). 

Sarebbe questo, secondo gli inquirenti, il giro d’affari dell’operazione “Silver & Gold”, sul business di preziosi rubati, rivenduti e squagliati per farne lingottini in una fonderia di Arezzo. Il blitz ha sgominato una banda di presunti ricettatori dell’oro arrestati a marzo. 15 ordinanze di custodia cautelare, tra carcere e domiciliari, e un Compro oro a Grotte Santo Stefano nel mirino degli investigatori. Per quattro indagati anche le accuse di frode fiscale e false fatturazioni, dopo gli accertamenti della guardia di finanza che, insieme ai carabinieri, ha bussato alla porta degli indagati pochi giorni fa per notificare il sequestro. Ma la difesa spiega. 

“La procura chiedeva inizialmente di sequestrare due immobili e dieci conti correnti – afferma l’avvocato Mazzatosta -. In realtà, alla fine, c’è stata una riduzione: solo un immobile e otto conti sono stati sequestrati, dopo un iter travagliato”. 

Il pm titolare dell’inchiesta, Fabrizio Tucci, aveva visto dapprima respingere la sua richiesta di sequestro dal gip. Subito dopo, aveva fatto appello al tribunale del Riesame. L’udienza, poche settimane fa.
Gli avvocati, nel frattempo, si erano mossi con indagini difensive. “Abbiamo portato in procura estratti conto e documenti che certificavano le modalità di acquisizione di quegli immobili, per far capire che non si trattava di proventi illeciti – spiega, ancora, Mazzatosta -. Abbiamo apprezzato la correttezza del pm che, visionando la documentazione, ha ridotto la sua richiesta a un solo immobile e dieci conti. Il tribunale ha ulteriormente alleggerito, ma siamo decisi ad andare fino in Cassazione”.

Quello a carico dei quattro indagati di “Silver & Gold” è un sequestro preventivo per equivalente: per ora, conti congelati e sigilli a una casa a Montalto di Castro. Ma, quantificato il presunto guadagno illecito in 2 milioni e 100mila euro circa, carabinieri e finanza potranno sequestrare beni degli indagati fino a quella cifra. Sempre che il provvedimento regga anche in Cassazione. 


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8 dicembre, 2015

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