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Viterbo - Pd - Giuseppe Fioroni al debutto di Moderati e Riformisti punta al partito della nazione

“Solo con la sinistra non si vince più”

di Giuseppe Ferlicca
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Giuseppe Fioroni e Luisa Ciambella

Giuseppe Fioroni e Luisa Ciambella 

Moderati e Riformisti - Leonardo Michelini

Moderati e Riformisti – Leonardo Michelini 

Moderati e Riformisti - L'assemblea

Moderati e Riformisti – L’assemblea 

Moderati e Riformisti - Leonardo Michelini

Moderati e Riformisti – Leonardo Michelini 

Viterbo – Tra Firenze e la Leopolda di Matteo Renzi e Roma, teatro Vittoria, con gli stati generali della sinistra Dem, Giuseppe Fioroni sceglie la via di mezzo. Viterbo.

Collocazione geografica che è pure chiave di lettura politica. Il parlamentare viterbese sa dove vuole stare. Al centro e decide d’essere presente alla nascita di Moderati e Riformisti.

E’ un ospite, spiega Fioroni, ma la nascente associazione politico culturale, con presidente Leonardo Michelini, segue la sua idea di partito: allargare il consenso verso moderati e mondo civico, guardando con sospetto a sinistra, alla minoranza Dem.

Fotocronaca: Moderati e Riformisti, il debutto – slide

“Nel sabato in cui ci sono due Pd, uno che si riunisce alla Leopolda e uno a Roma, ho deciso d’essere qui, anche se guardo a Firenze, augurandomi che Renzi abbia il coraggio di fare il Partito della nazione, una formazione che dia progetti e valori e metta al centro la risoluzione dei problemi della gente e sia una risposta alle loro speranza” afferma Fioroni.

Perché è qui a Viterbo e non a Firenze?
“Qui c’è l’embrione di un mondo che condivide l’operato di Renzi, ma non si trova a proprio agio al teatro della Vittoria, dove c’è l’orgoglio della sinistra. Orgoglio che è dignitoso. Io sto nel Pd, ma mi auguro che Renzi faccia un’ulteriore evoluzione. Perché con l’orgoglio della sinistra non si vince più in Italia e non si vince più a Viterbo”.

A cosa serve un’associazione politico culturale come Moderati e Riformisti?
“Nel mio intervento ho ringraziato Leonardo Michelini e tutti quelli che hanno deciso di metterci la faccia. In Paese in cui governiamo con meno del 50 per cento della gente che va a votare e i governi hanno un sostegno che oscilla tra il 23 e il 24 per cento, significa che il consenso reale del Paese è tra il 12 e il 15 per cento. Siamo in un deficit di credibilità della politica, ritenuta dal cittadino quella cosa, senza la quale o con la quale, non cambia nulla. Non risolve i problemi della gente, al massimo offre soluzioni a quelli dei forti o dei politici stessi”.

Cosa serve a suo modo di vedere?
“C’è necessità d’investire sulla partecipazione e un’associazione politico culturale che riparte dai comuni, apre un cantiere sulla polis, mette al centro il rapporto fra cittadino e politica, intesa come progetto, valori e voglia di condivisione, fa un servizio straordinario alla democrazia e non solo a un semplice schieramento”.

A cosa attribuisce il disamore della gente verso la politica?
“In Italia si votava con affluenze del 90 per cento alle amministrative, a Viterbo del 103 per cento con i militari, oggi siamo scesi vertiginosamente. Una volta c’era appartenenza e identità. Oggi siamo precipitati nella politica in cui non votiamo più perché crediamo in qualcosa e quindi scegliamo qualcuno. Ci siamo rassegnati a votare qualcuno. E quando voti qualcuno, alla fine è perché ti ha promesso o perché ti dà qualcosa. E’ il supermercato che ha fatto degradare la politica, generando sfiducia nel cittadino, perché non è politica del bene comune ma del do ut des. Sturzo partì dalla polis con un appello ai liberi e forti, io oggi credo che chi s’impegna e ci mette la faccia da civici, debba pretendere di presentarsi dicendo, noi vogliamo essere liberi dai forti. Perché se siamo liberi dai forti seguiamo un progetto politico, il bene comune e della gente”.

Al debutto di Moderati e Riformisti si sono viste vecchie conoscenze della politica locale.
“Io parlo di politica. La carta d’identità non mi risolve i problemi. Parliamo di idee e progetti, sennò non si va da nessuna parte. Vedo gente che ci mette la faccia e ci prova, in un mix profondo. E’ una cosa importante”.

Eppure c’è chi ha definito il progetto, pornografia politica. Come risponde?
“Credo che sia osceno che qualcuno continui a parlare emettendo suoni e non collegando la lingua al cervello. Quando la politica si fonde sull’insulto, l’insulto ricade su chi lo fa e ne dà lo spessore, la prospettiva e la retrospettiva. Quest’espressione e questo comportamento sono il degrado della politica, di chi pensa che si sceglie qualcuno per diventare qualcosa, ed è quello che ha rovinato l’Italia. Mi auguro che non rovini Viterbo.

Alle prossime amministrative Moderati e Riformisti come si muoverà?
“L’obiettivo è avere come interlocutore e alleato il Partito democratico e il centrosinistra. Noi abbiamo un grande candidato e presidente del consiglio, ma abbiamo anche la necessità di avere un’alleanza, perché bisogna allargare la base democratica. In questo io sono anziano come lo era Moro, quando diceva che i governi autorevoli, dalle città allo stato, sono quelli che rappresentano il 51 per cento degli aventi diritto al voto. Quando si va sotto quella soglia, la tua autorevolezza è il percepire che c’è una maggioranza del paese che ti ritiene una cosa inutile e io penso che questo lo dobbiamo sconfiggere”.

Giuseppe Ferlicca


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13 dicembre, 2015

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